Diversi secoli prima di Cristoforo Colombo i Vichinghi giungevano in America, come fu loro possibile navigare nell'oceano tanto a lungo senza una bussola ce lo spiega uno studio recente, sulla base di un'affascinante leggenda del popolo nordico.

Durante le brumose giornate nordiche, quando la nebbia rendeva tutto invisibile e le nubi nascondevano il sole al punto da rendere impossibile anche solo immaginare in che punto del cielo la nostra stella si trovasse, Re Olaf I di Norvegia prendeva la pietra del sole, guardava al cielo ed individuava da dove proveniva una luce dalla quale riusciva a ricavare l'esatta posizione del sole; questo ci raccontano le saghe nordiche. La  sólarsteinn è un oggetto mitico che, secondo le leggende del popolo vichingo, rivelava dove si trovava l'astro anche quando questo era poco sopra l'orizzonte ed il cielo si mostrava cupo ed impenetrabile.

Un misterioso oggetto che, senza ombra di dubbio, poteva essere una risorsa fondamentale per queste genti che solcavano i mari ben prima dell'introduzione della bussola in Europa e che non possedevano carte nautiche. Se, infatti, la stelle potevano guidarli durante la notte ed il sole era fondamentale di giorno, come avrebbero mai potuto navigare per periodi lunghi, considerando le condizioni climatiche delle fredde terre nordiche? Il loro stesso arrivo in Nord America, collocato diversi secoli prima dell'approdo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, è sempre stato un dilemma per molti studiosi: la conoscenza di correnti e venti, poteva mai essere sufficiente per permettere loro di compiere la lunghissima traversata, proseguendo anche nelle non rare giornate di brutto tempo?

Diversi secoli prima di Cristoforo Colombo i Vichinghi giungevano in America, come fu loro possibile navigare nell'oceano tanto a lungo senza una bussola ce lo spiega uno studio recente, sulla base di un'affascinante leggenda del popolo nordico.

Un recente studio, pubblicato da Proceedings of The Royal Society A, ha proposto un'interessante spiegazione per questo misterioso enigma dell'antichità: stando a quanto sostengono i ricercatori, dietro la leggendaria pietra del sole si celerebbe effettivamente un minerale che avrebbe potuto essere utilizzato dai vichinghi allorché essi veleggiavano. Si tratterebbe dello Spato d'Islanda, un cristallo di calcite trasparente, effettivamente reperibile in Scandinavia, in grado di polarizzare la luce solare e di rifrangerla, che consente con una semplice rotazione di collocare esattamente la posizione del grande astro nel cielo, anche quando non è visibile, fornendo così esattamente le coordinate da seguire ai naviganti.

Teoria che persuade, soprattutto se associata ad un altro elemento tenuto in considerazione dagli studiosi: il ritrovamento di un cristallo di calcite nel relitto di una nave di età elisabettiana affondata nel 1592 nei pressi dell'isola di Alderney, tra la Francia e l'Inghilterra, usato probabilmente dai marinai per orientarsi. Guy Ropars, che ha guidato il team di ricercatori, ha invitato alla prudenza dichiarando che, seppur gli elementi per pensare che i vichinghi ricorressero ad un cristallo di calcite per navigare ci siano, non è ancora stato trovato alcun Spato d'Islanda né tra i loro relitti né nei loro insediamenti: cionondimeno, la scoperta sembra avere solide basi, oltre ad essere incredibilmente affascinante.