Sono trascorsi dieci anni esatti da quando alle 19:35 del 7 giugno 2007 (le 4:35 dell'8 giugno in Italia) il primo satellite del programma spaziale COSMO-SkyMed venne lanciato dalla base spaziale di Vandenberg, in California, a bordo di un vettore Boeing Delta II. Fu il primo passo operativo di quella che viene considerata la più importante missione spaziale a firma italiana. I satelliti rappresentano il cuore pulsante di un sistema di osservazione terrestre che non solo si avvale di tecnologie all'avanguardia, ma è anche il primo in assoluto ad avere una “duplice anima”, dato che viene impiegato sia per scopi civili che militari.

Dopo la messa in orbita del primo satellite ne sono stati aggiunti altri tre, dei quali l'ultimo è stato lanciato con successo il 5 novembre del 2010. I quattro dispositivi, costruiti da Leonardo, Telespazio e Thales Alenia Space e finanziati da ASI e Ministero della Difesa, sono identici fra loro e lavorano in sinergia. Sono equipaggiati con radar ad apertura sintetica (SAR) che operano nella cosiddetta banda X, dunque possono “vedere” anche attraverso le nuvole e in assenza di luce solare. Si tratta di un dettaglio fondamentale per il loro impiego nelle aree di crisi.

Grazie alla capacità dei loro “occhi”, che possono arrivare alla risoluzione di un metro, sono in grado di fornire immagini – 1.800 ogni 24 ore – utili a coordinare i soccorsi in caso di alluvioni, incendi, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non a caso hanno supportato le Nazioni Unite per il terremoto in Cina nel 2008 e per gli uragani Hannah e Ike su Haiti, e recentemente hanno contribuito anche alle operazioni di soccorso seguite ai terremoti che hanno colpito il Centro Italia. L'operatività notturna e la velocità con la quale possono fornire le immagini di un'area, ovvero 18 ore, li rendono unici nel panorama satellitare mondiale.

I quattro satelliti di COSMO-SkyMed, che entro un paio di anni diventeranno sei, vengono utilizzati anche per la sorveglianza militare del territorio, inoltre monitorano le coste, le aree urbane e le risorse agricole e forestali, fornendo preziose informazioni sul rischio idrogeologico, particolarmente gravoso nel nostro Paese. Anche il controllo dei ghiacci rientra tra le mansioni principali del poker di satelliti; sono infatti impiegati in seno alla missione Copernicus della Commissione europea, e in passato hanno già fornito immagini dettagliatissime sul distacco di alcuni iceberg, come quelli della piattaforma antartica Narsen. Insomma, una vera e propria punta di diamante dell'industria italiana che merita di essere celebrata nel giorno del suo decimo anno di attività.

[Illustrazioni di Thales Alenia Space]