Bart a Lisa: "L’acqua non obbedisce alle tue leggi"
in foto: Bart a Lisa: "L’acqua non obbedisce alle tue leggi"

Nel febbraio 1995 andò in onda negli Usa il sedicesimo episodio dei Simpson “Bart vs Silas”, trasmesso in Italia nel novembre dello stesso anno col titolo “Bart contro l’Australia”. Nell’episodio Bart mette in dubbio la tesi di Lisa secondo cui l’acqua dello scarico girerebbe in senso diverso a seconda dell’emisfero terrestre in cui si trova. Bart come un vero debunker dubita delle affermazioni di sua sorella, tuttavia non cerca di farsi una teoria propria, decide di verificare con una telefonata – a carico del destinatario – in Australia. Chiede così ad un malcapitato a caso di verificare in quale senso ruota l’acqua dello scarico del suo water. Dal momento che la telefonata verrà a costare 900 dollari Bart – come Galielo Galilei – dovrà subire un umiliante processo, dal quale a modo suo uscirà vincitore. Del problema, in maniera decisamente più pacata, si è interessato anche il blogger bolognese Dimitri Bianchi immigrato in Australia, rendendo giustizia al povero Bart.

Bart Simpson aveva ragione. Tutto si basa su un fenomeno che effettivamente è scientificamente accertato, vale a dire quello dei cicloni, ovvero masse d’aria in rotazione. Il comportamento è esattamente quello che si aspetterebbe Lisa: nell’emisfero boreale (nord) i cicloni ruotano in senso antiorario; nell’emisfero australe (sud) in senso orario.

Dipende dalla rotazione terrestre. Sappiamo bene che il Sole sorge a est e tramonta ad ovest, infatti se guardiamo la Terra in rotazione, dal Polo nord quel che vediamo è una rotazione in senso antiorario, da ovest verso est; spostando la nostra posizione di osservazione sopra il Polo sud ci risulterebbe una rotazione in senso orario.

La forza di Coriolis. Dal momento che alle nostre dimensioni la rotazione terrestre è impercettibile la sua influenza sui cicloni viene considerata una forza apparente, esattamente come la forza centrifuga o il sorgere ed il tramontare del Sole (che in realtà è fermo) non esprime un fenomeno reale e indipendente, quale può essere la forza di gravità. Nello specifico parliamo della forza di Coriolis, studiata per la prima volta da Gaspard Gustave de Coriolis nel 1835.  Non riguarda soltanto i cicloni, in generale se un osservatore immobile sulla superficie terrestre (che continua a ruotare anche se lui non se ne accorge) osserva con attenzione un oggetto non vincolato da essa, che corre da nord a sud, lo vedrà deviare verso la sua sinistra; questo perché è la Terra che devia verso la destra dell’osservatore, che tuttavia percepisce di fatto una curvatura della traiettoria del fenomeno, il quale può essere anche un proiettile.

Le dimensioni contano. Se prendiamo in considerazione le correnti d’aria quel che potremmo ottenere mediante forza di Coriolis sarà un vortice. In un lavandino l’acqua è già di per sé fortemente condizionata dalla superficie terrestre tanto quanto l’osservatore di prima, inoltre il suo movimento sarà dall’alto verso il basso in direzione dello scarico. A queste condizioni la forza di Coriolis è insignificante, tanto che se la forma del lavandino è irregolare e lo scarico decentrato potremmo persino indurre al mulinello d’acqua una rotazione “irregolare” rispetto all’emisfero in cui ci troviamo.

Verifichiamo anche noi. Per essere sicuri che l’esperimento riesca dovremmo anche assicurarci che nel bagno ci sia una corrente d’aria e che togliendo il tappo sia stata esercitata una certa forza in direzione orizzontale. Se avessimo un lavandino di dimensioni mastodontiche probabilmente l’acqua dello scarico si lascerebbe domare dalla forza di Coriolis, mentre possiamo scordarci che questo accada con un lavello o con lo scarico del water, se non per puro caso. Ad ogni modo sconsigliamo telefonate in Australia a carico del destinatario.