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in foto: Credit: Lurens

A causa dei cambiamenti climatici, tra il 2010 e il 2018 la Groenlandia ha perso ben 286 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Si tratta di una quantità mostruosa, circa sei volte superiore rispetto alla perdita stimata tra il 1980 e il 1990, ovvero 51 miliardi di tonnellate. La Groenlandia, che ospita la seconda calotta di ghiaccio più imponente del nostro Pianeta, dal 1972 a causa dello scioglimento dei suoi numerosi ghiacciai ha determinato un innalzamento globale del livello dei mari di circa 14 millimetri, metà dei quali registrati solo negli ultimi otto anni. Si prevede un peggioramento nei prossimi decenni, con potenziali rischi catastrofici per isole del Pacifico, e aree costiere di tutta la Terra, comprese quelle italiane.

Ricerca internazionale. A dimostrate il catastrofico impatto del riscaldamento globale sul ghiaccio della Groenlandia è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università della California di Irvine, che hanno collaborato con i colleghi dell'Istituto di Geoscienze dell'Università delle Alpi-Grenoble, del Jet Propulsion Laboratory della NASA, del Centro di GeoGenetica dell'Università della Danimarca e dell'Istituto per la Ricerca Marina e Atmosferica dell'Università di Utrecht (Olanda). Gli scienziati, coordinati dal professor Michael Wood, si sono avvalsi di dati satellitari e aerei – come quelli raccolti dalla missione IceBridge della NASA – e hanno sfruttato modelli matematici per calcolare il bilancio della massa della calotta glaciale della Groenlandia negli ultimi 46 anni.

I risultati. Dall'analisi di 260 ghiacciai è emerso che tra il 1972 e il 2018 la Groenlandia è andata incontro a un processo di scioglimento sempre più grave a causa dei cambiamenti climatici. Tra il 1972 e il 1980 gli scienziati hanno calcolato un guadagno di massa di 47 miliardi di tonnellate di ghiaccio; tra il 1980 e il 1990 si sono invece palesati gli effetti delle attività antropiche, con una perdita di 51 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Tra il 2000 e il 2010 c'è stato un netto balzo in avanti con una perdita di 187 miliardi di tonnellate, divenuti 286 miliardi di tonnellate tra il 2010 e il 2018. A preoccupare gli scienziati vi è il fatto che il processo di scioglimento non è stato omogeneo; ci sono alcune parti della Groenlandia che stanno iniziando a sciogliersi proprio adesso, in particolar modo nei ghiacciai delle regioni settentrionali. Tra i più pericolosi ci sono il Nioghalfjerfjorden e lo Zachariae Isstrøm, ciascuno dei quali potrebbe far innalzare il livello del mare di ben mezzo metro. Se allo scioglimento della calotta della Groenlandia si aggiunge quello dell'Antartide e di altri ghiacciai, non è un caso che le stime descrivano scenari futuri inquietanti, col mare che potrebbe innalzarsi di diversi metri entro pochi decenni rischiando di sommergere vastissime regioni di terre emerse. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.