Russia Gorilla

Catturati per soddisfare l'esposizione di ricchi satrapi o tristi zoo, uccisi volontariamente per mangiarne le carni, o accidentalmente durante le guerre o nel corso di trasporti illegali, le scimmie rappresentano una delle specie più a rischio di estinzione, nonché quella che esteticamente ed etologicamente più si avvicina all'uomo (basti pensare al senso dell'onestà e dell'altruismo degli scimpanzé). Il rapporto delle Nazioni Unite stima che il commercio degli ultimi 7 anni fino al 2011 abbia prodotto un traffico illegale di 22.000 grandi scimmie, circa 3.000 l'anno. I paesi che ne fanno maggiore richiesta sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Libano, da cui partono gli "ordini" per esibirne gli esemplari in gabbia. In Asia, gli animali sono in genere destinati a zoo e parchi di divertimento, mentre in Cina sono richiesti gorilla e scimpanzé. Ancora più crudele il commercio che ha come destinazione thailandia e Cambogia, dove gli oranghi vengono acquistati illegalmente per incontri di boxe. Da ovunque provenga la domanda, l'offerta parte dall'Africa, soprattutto quella meridionale ed occidentale, dove i cacciatori agiscono con ampi spazi di libertà, rassicurati dalla debolezza della polizia locale, impossibilitata materialmente a dedicare risorse all'anti-bracconaggio o, peggio, collusa. Solo 27 persone sono state arrestate tra il 2005 e il 2011 per traffico illegale di animali, nonostante la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di flora e fauna selvatiche (CITES) stabilista che le scimmie selvatiche non possono essere cacciate.

Il trasporto avviene in condizioni particolarmente brutali. Nel 2005 i funzionari della dogana di Nairobi hanno rinvenuto una cassa in cui erano stipati sei scimpanzé e quattro scimmie, di cui uno morì di inedia. Al commercio internazionale si aggiungono altre cause di estinzione, quali l'uccisione a scopo alimentare, il commercio da villaggio a città, la distruzione progressiva dell'habitat naturale delle scimmie. Secondo il rapporto dell'ONU, ad esempio, entro il 2030 tutto l'habitat idoneo all'orango sarà distrutto.