A sinistra, Albert Einstein. A destra, Matteo Salvini
in foto: A sinistra, Albert Einstein. A destra, Matteo Salvini

La dislessia, contemplata tra i “Disturbi specifici dell'apprendimento” o DSA, è una condizione legata alla difficoltà di lettura e comprensione di un testo scritto, che normalmente si palesa all'avvio del percorso scolastico, benché alcuni indizi della sua presenza possano manifestarsi anche prima della scolarizzazione. Tale condizione non è affatto una malattia, ma un disturbo del neurosviluppo, ed è totalmente indipendente dall'intelligenza di una persona. A dimostrarlo vi è anche il fatto che tra i dislessici (o presunti tali) figurano alcune tra le menti più brillanti che siano mai esistite; giusto per citarne alcune, ricordiamo Albert Einstein, Leonardo da Vinci e Galileo Galilei. Anche il Nobel per la Chimica 2017 Jacques Dubochet è dislessico; il biochimico ha conquistato il prestigioso riconoscimento assieme ai colleghi Joachim Frank e Richard Henderson per i suoi studi avanzati sulla crio-microscopia elettronica. Insomma, pur nelle sue avversità, la dislessia non rappresenta un ostacolo insormontabile per la massima realizzazione professionale. La condizione è recentemente balzata agli onori della cronaca per un post del leader leghista Matteo Salvini, che ha messo alla gogna mediatica la giovane "sardina" Sergio Echamanov. Ecco cosa c'è da sapere su questo disturbo, come si combatte e quali sono stati i personaggi più influenti ad averne sofferto.

Cos'è la dislessia

Come indicato, la dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento, il più comune di tutti, ed è legato alla difficoltà nella scrittura e nella comprensione di un testo. Possono tuttavia essere contemplati anche problemi nel linguaggio e nella capacità di ascoltare un discorso. Esistono infatti diversi gradi di severità della condizione – da lieve a grave – che vengono determinati in base a specifici test standardizzati, in grado di far emergere la natura del deficit. In base ai dati recentemente pubblicati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR), nel 2017/2018 gli alunni con DSA che hanno frequentato scuole italiane (di ogni ordine e grado) sono stati oltre 276.000, il 3,2 percento del totale. Nei DSA sono contemplati anche la disgrafia (la difficoltà nella scrittura), la discalculia (la difficoltà nel fare i calcoli) e la disortografia. La dislessia, come specificato, è la forma più diffusa.

Origine e contrasto della dislessia

Si ritiene che l'origine della dislessia sia in larga parte di tipo genetico, dato che poco meno della metà dei soggetti dislessici presentano un parente con la medesima condizione. Ma anche i fattori ambientali potrebbero giocare un ruolo importante. Per alcune forme, inoltre, la dislessia potrebbe rappresentare una sorta di manifestazione differente nel funzionamento delle reti neurali impegnate nell'elaborazione dei testi. Non trattandosi di una malattia non sono previste vere cure per i bambini dislessici, ma percorsi terapeutici e piani didattici personalizzati per ridurre i sintomi e favorire il diritto allo studio. Tra gli specialisti che possono essere coinvolti vi sono psicologi e logopedisti. Ricordiamo che simili deficit possono presentarsi anche nell'adulto in seguito a patologie come l'ictus o alla neurodegenerazione, alla stregua del morbo d'Alzheimer.

I geni dislessici

La dislessia, come specificato, non impatta sull'intelligenza di una persona. Un dislessico può infatti avere un quoziente intellettivo sensibilmente superiore alla norma ed eccellere nel proprio campo di competenza, pur avendo qualche difficoltà nella lettura e nella scrittura. Chi meglio di Albert Einstein rappresenta l'emblema del genio e della straordinarietà dell'intelletto umano? In realtà non è sicuro al 100 percento che il fisico tedesco naturalizzato svizzero e americano fosse effettivamente dislessico; del resto si dice anche che soffrisse di una forma di autismo. Nonostante ciò, anche l'Associazione Italiana Dislessia annovera il creatore della Teoria della Relatività tra i personaggi famosi affetti dal disturbo. Un altro genio indiscusso affetto da dislessia è stato Galileo Galilei, il cosiddetto “padre della scienza moderna”. Il fisico, astronomo, matematico e filoso pisano è stato un pilastro nell'elaborazione dell'eliocentrismo e autore di numerose scoperte. A lui si deve ad esempio la scoperta dei quattro satelliti principali di Giove, ovvero Io, Europa, Ganimede e Callisto, che prendono proprio il nome di satelliti galileiani o medicei. Provare la sua dislessia è difficile, anche alla luce della brillantezza dei testi lasciati ai posteri, ma documenti storici suggeriscono una certa difficoltà negli studi in gioventù, e uno "slancio" conquistato solo in età più avanzata. Un altro genio italiano affetto da dislessia è stato Guglielmo Marconi, premio Nobel per la Fisica nel 1909 e inventore della telecomunicazione a distanza via onde radio. Le sue scoperte hanno portato alla creazione della radio e della televisione. Anche per Marconi manca la diagnosi certa di dislessia, ma i dati dell'epoca indicano che potesse soffrirne. Lui come Nikola Tesla suo contemporaneo, col quale portò avanti un'aspra battaglia legale proprio per le scoperte relative alla telecomunicazione. La dislessia di Tesla, artefice di alcuni tra i più importanti brevetti nell'elettromagnetismo, sarebbe stata certificata da alcuni dei suoi studiosi più fervidi. Tornando di nuovo in Italia, anche l'inventore, scienziato e artista multidisciplinare italiano Leonardo da Vinci sarebbe stato dislessico. Un indizio risiederebbe nel peculiare metodo di scrittura dei suoi codici; secondo alcuni studiosi questa tecnica sarebbe stata legata proprio alla sua difficoltà di elaborare normalmente un testo, e dunque un riflesso della sua dislessia. Un altro celebre scienziato affetto dal disturbo è stato il biologo e naturalista britannico Charles Darwin, il padre della teoria dell'evoluzione. Tra gli altri scienziati citati dall'Associazione Italiana Dislessia figurano anche Alexander Graham Bell, ingegnere scozzese naturalizzato statunitense che ha per primo brevettato il telefono; il fisico francese Pierre Curie vincitore del premio Nobel per gli studi sulla radioattività; il fisico e chimico Michael Faraday, tra i principali studiosi sull'elettromagnetismo e l'elettrochimica, inventore della gabbia di Faraday e del becco di Bunsen; il matematico scozzese alla base della moderna teoria dell'elettromagnetismo James Clerk Maxwell e altri ancora. L'AID sottolinea naturalmente che per i personaggi vissuti in epoche passate si può parlare solo di presunta dislessia, proprio perché manca una diagnosi certa della condizione, benché documenti sibillini lascino intendere la sua presenza.

Altri personaggi famosi dislessici

Oltre agli scienziati, l'Associazione Italiana Dislessia ha fatto un lunghissimo elenco di altri personaggi famosi affetti da dislessia, sia contemporanei che del passato. Fra essi ricordiamo gli artisti Raffaello Sanzio, Michelangelo Buonarroti, Pablo Picasso e Vincent Van Gogh; i poeti e scrittori Hans Christian Andersen e Victor Hugo; gli attori Orlando Bloom, Whoopi Goldberg, Marlon Brando, Patrick Dempsey, Salma Hayek e Sylvester Stallone; e i cantanti Cher e Joss Stone. Tra le figure citate anche l'imperatore Napoleone Bonaparte e il presidente degli Stati Uniti George Washington.