Le persone depresse hanno un rischio maggiore di sviluppare la fibrillazione atriale, un'alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) che può catalizzare l'insorgenza di gravi eventi cardiovascolari e ictus. A trovare l'associazione tra depressione e patologia cardiaca è stato un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell'Unità di Ricerca per la Medicina Generale dell'Università di Aarhus, Danimarca, che hanno collaborato con i colleghi dell'Ospedale Silkeborg e del Centro Medico San Giuseppe di Tacoma, negli Stati Uniti.

Gli scienziati, coordinati dal professor Morten Fenger-Grøn, docente di Statistica presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'ateneo danese, hanno valutato anche l'associazione con l'assunzione dei farmaci antidepressivi, a loro volta legati ad alcune rare forme di alterazione del ritmo cardiaco secondo alcune ricerche. Fenger-Grøn e colleghi hanno incluso i dati circa 800mila cittadini danesi che hanno iniziato un trattamento antidepressivo tra il 2000 e il 2013, e hanno messo a confronto i loro dati con quelli di una popolazione casuale, estrapolata dai registri nazionali e abbinata per età ai partecipanti.

Dall'analisi statistica dei dati è emerso che le persone affette da depressione a 30 giorni dall'inizio del trattamento farmacologico avevano una probabilità di sviluppare fibrillazione atriale 7,65 volte superiore, scesa a 4,29 volte a 15 giorni prima dell'avvio. Da quando è iniziata l'assunzione dei farmaci antidepressivi il rischio di sviluppare la patologia cardiaca è risultata essere 3,18 volte superiore nel primo mese, 1,37 volte tra i 2 e i 6 mesi e 1,11 volte tra i 6 e i 12 mesi.

I dati dello studio di associazione, dunque privo di un rapporto di causa-effetto, suggeriscono che il trattamento con gli antidepressivi potrebbe alleviare il rischio di fibrillazione atriale nel tempo, e che dunque esso non è non associato allo sviluppo della malattia, come dichiarato dal professor Fenger-Grøn. “Se sei depresso, non c'è motivo di preoccuparsi che l'assunzione di un trattamento farmacologico possa causare la fibrillazione atriale”, ha aggiunto lo studioso. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica European Journal of Preventive Cardiology della European Society of Cardiology (ESC).