5 Giugno 2018
15:36

La crema di Budwig cura il cancro: tutto ciò che c’è di sbagliato in questa affermazione

Vi sarà capitato di leggere in diversi siti delle presunte proprietà curative della crema Budwig, che dovrebbe vantare anche proprietà antitumorali. Spesso per attestarne l’efficacia si riportano i presunti traguardi accademici di Johanna Budwig scopritrice di questa ricetta salutista. Nulla di tutto questo risulta dimostrato.
A cura di Juanne Pili

La crema Budwig a base di acidi grassi promette di "risvegliare" il nostro metabolismo e aiutarci nella cura del cancro. Ad inventare la ricetta sarebbe stata una scienziata candidata a ben sette premi Nobel. Questo è quanto viene riportato in diversi siti salutisti. Circolano diverse ricette con minime varianti, tutte prevedono gli stessi alimenti di base, soprattutto frutta fresca, yogurt e olio di lino. Le argomentazioni sull'efficacia si reggono sui presunti riconoscimenti accademici della sua scopritrice, Johanna Budwig e sulle proprietà degli acidi grassi omega 3 e 6. Abbiamo esaminato le affermazioni più diffuse in Rete per verificare se sono effettivamente dimostrate.

Cos'è la crema Budwig e come si prepara

Se una cura è efficace dovranno pur esistere altri autori che lo hanno verificato. Proviamo a vedere se effettivamente questo genere di alimentazione possa davvero aiutare nella cura di determinate malattie, fino addirittura ad avere proprietà antitumorali. Si evidenzia l’importanza di due acidi grassi: l'alfa-linolenico e il linoleico (omega 3 e omega 6). Gli ingredienti di base della crema Budwig che dovrebbero garantire questo apporto sono i seguenti:

Yogurt magro, olio di lino, miele, limone, semi di girasole decorticati, grano saraceno, un frutto di stagione. Tutto rigorosamente biologico.

Esistono in Rete diverse varianti della ricetta per la preparazione di questa crema, tutto ruota infatti sul garantire un giusto apporto di omega 3 e 6.

2 cucchiaini di semi oleosi (zucca, girasole, noci, mandorle, nocciole, ecc.)

2 cucchiaini di olio di semi di lino (o un cucchiaino e mezzo di semi di lino)

1 cucchiaio di cereali integrali (crudi e macinati freschi)

2 cucchiai di yogurt o di ricotta (in alternativa tofu per i vegani)

½ limone (succo)

1 (o mezza) banana matura o un cucchiaino di miele

1 frutto di stagione (o un mix di differenti frutti, circa 100 grammi)

Cosa sono gli omega 3 e 6?

Dal momento che gli omega 3 e 6 sono la colonna portante delle proprietà curative elencate, cerchiamo di capire cosa sappiamo per certo su questi acidi grassi, avvalendoci di quanto riportato nella letteratura scientifica. Gli omega 3 e 6 vengono chiamati così in relazione alla distanza di un doppio legame rispetto all'ultimo di carbonio nella loro struttura molecolare. Stanno a indicare delle famiglie di composti, non esiste infatti un singolo acido grasso omega. Vengono definiti acidi grassi essenziali, in quanto non possono essere sintetizzati dal nostro organismo. Da essi derivano composti che sono importanti per il nostro sistema biologico. Si tratta di precursori di molecole, come gli ormoni a breve vita (paracrini), che agiscono localmente una volta sintetizzati. Li troviamo principalmente nei pesci, negli oli delle piante della fascia temperata, nelle uova e nella carne. Bisogna quindi stare attenti a tenere bilanciato il rapporto tra i due acidi grassi. Per questo sarebbe meglio consultare sempre un nutrizionista o un dietologo prima di sperimentate nuove ricette o regimi alimentari. Una cosa è certa: nulla di quel che sappiamo sugli omega 3 e 6 risulta efficace nel trattamento dei tumori.

Il "curriculum" gonfiato di Johanna Budwig

La madre di questa crema e della dieta che porta il suo nome è Johanna Budwig (1908–2003), chimico-farmacologa tedesca. Sarebbe stata inoltre uno dei massimi esperti sulle funzioni degli acidi grassi. La Budwig avrebbe studiato a fondo gli effetti dei grassi idrogenati e degli altri denaturati, così come la cosiddetta "crema Budwig", in grado di prevenire e curare diverse malattie, oltre ad avere proprietà antitumorali. Non si capisce su quali basi molti siti sostengano che Budwig sia stata candidata addirittura sette volte al premio Nobel. Occorre che passino almeno cinquant’anni da quando vengono formalizzate, prima che le nomination vengano rese pubbliche. Ma la Budwig è vissuta per quasi un secolo, potrebbe anche essere che la sua candidatura risalisse ai primi anni '60. Ad ogni modo facendo una ricerca nel database di quelle già note non risulta il suo nome. Se stiamo parlando di uno dei massimi esperti sulle funzioni degli acidi grassi, dovrà pur risultare qualche suo studio su riviste in cui viene effettuata la revisione paritaria (l'esame di altri esperti prima della pubblicazione dell'articolo, per escludere eventuali errori di metodo). Purtroppo la Budwig non risulta tra i firmatari di alcuno studio pubblicato su riviste scientifiche, men che meno su possibili diete anti-cancro, elemento che restringe parecchio la ricerca.

Non esistono studi che ne confermano l'efficacia

Ad oggi, come risulta nella letteratura scientifica pubblicamente consultabile, non sono disponibili studi clinici o case report (rapporti dettagliati su singoli pazienti, oppure revisioni di più casi segnalati) su alcun aspetto della dieta proposta dalla Budwig, comprese le ricette disponibili online sulla sua crema. Non si può quindi affermare con certezza che sia salutare per chi dovrebbe seguire certi regimi alimentari, i quali solo un medico nutrizionista dovrebbe prescrivere. Se proviamo a cercare pareri incoraggianti da parte degli scienziati nutrizionisti non otteniamo niente di meglio. In conclusione raccomandiamo di non scambiare Google col proprio medico di fiducia, il quale potrà sicuramente consigliarci un nutrizionista o un dietologo in grado di rispondere alle nostre esigenze alimentari, senza promettere niente che non sia stato già verificato con tutti i crismi.

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