Autoritratto di Joshua Reynolds.
in foto: Autoritratto di Joshua Reynolds.

Vediamo sempre peggio e sentiamo sempre meno. I problemi alla vista causati dalla tecnologia sono noti da tempo, così come l'esistenza di un inquinamento acustico che ci impedisce di sentire i suoni della natura. Tuttavia si stratta di un'incapacità che dal momento caotico si estende a quello tranquillo e che più che altro denota un handicap che ci portiamo appresso come un fardello della città. Un esperimento esposto durante l'American Association for the Advancement of Science (AAAS) e condotto dal dottor Kurt Fristrup in circa 90 parchi nazionali degli Stati Uniti, tra i quali Yosemite, Grand Teton e il Grand Canyon, ha dimostrato che i soggetti "prelevati" dalla città e messi in contesti naturali tendono a sentire meno e, in generale, ad aver perso la capacità di saper riconoscere determinati suoni. Non solo, un'assuefazione ad alcuni rumori li porta addirittura a non avvertirli, così, quando è stata posta loro la domanda quanti aerei avessero sentito durante la loro passeggiata, quasi tutti rispondevano di aver creduto di sentire un paio di velivoli. Il cielo era stato sorvolato da 17 jet, 18 aerei e un elicottero. Eppure i suoni della natura hanno la capacità di ridurre lo stress, come dimostrato da diversi studi e, più di recente, da Derrick Taff del Pennsylvania State University. 40 volontari sono stati sottoposti ad una serie di esperimenti che ha verificato che sentire il suono del vento, del canto degli uccelli o di una cascata velocizza il tempo di recupero dallo stress, più velocemente anche del silenzio.