Un team di ricerca dell'Istituto Stanley Manne presso l'Ann&Robert Lurie Children's Hospital di Chicago ha dimostrato che il cannabidiolo è efficace nel ridurre il numero di crisi epilettiche in bambini e giovani affetti dalla sindrome di Dravet. Si tratta di una sindrome epilettica conosciuta anche col nome di “epilessia mioclonica grave dell'infanzia” che spesso ha esiti fatali: è caratterizzata da serie complicazioni che possono sfociare nel ritardo mentale e psicomotorio, in problemi di postura, difficoltà nel linguaggio e veri e propri eventi psicotici. Si presenta normalmente durante il primo anno di vita, e le convulsioni associate alle crisi epilettiche, oltre ad essere particolarmente dolorose, possono durare anche un'intera ora.

Per migliorare la qualità della vita di questi pazienti esistono diversi farmaci anticonvulsivanti, tuttavia antiepilettici specifici per la sindrome, negli Stati Uniti, non sono approvati. Per questa ragione i ricercatori guidati dalla professoressa Linda Laux hanno effettuato una sperimentazione (in doppio cieco) con il cannabidiolo, un metabolita della Cannabis sativa che non possiede le proprietà psicoattive della marijuana. La sostanza era già ampiamente nota in campo medico per i suoi effetti sedativi, ipnotici e antiepilettici.

Gli studiosi coordinati dalla Laux hanno coinvolto nel progetto di ricerca 120 bambini e giovani affetti dalla sindrome di Dravet, suddividendoli in due gruppi: uno trattato quotidianamente con una soluzione orale di cannabidiolo (20 milligrammi per chilogrammo di peso) e uno con un placebo. Il trattamento è andato avanti per 14 settimane. I pazienti che hanno assunto cannabidiolo hanno mostrato una netta riduzione nella frequenza mensile media delle crisi epilettiche, che è scesa da 12,4 a 5,9, mentre per i pazienti trattati con placebo la riduzione è stata da 14,9 a 14,1. Nel 5 percento dei pazienti trattati con cannabidiolo le crisi sono sparite del tutto.

“I nostri risultati sono incoraggianti – ha sottolineato l'autrice principale della ricerca – soprattutto se si considera che non abbiamo nessun farmaco antiepilettico approvato per la sindrome di Dravet negli Stati Uniti”. Saranno necessarie ulteriori indagini soprattutto per verificare gli effetti a lungo termine: il trattamento, infatti, non è stato esente da effetti collaterali, tra i quali vi sono vomito, diarrea, sonnolenza e riduzione dell'appetito. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine.

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