Christian De Duve, Nobel per la medicina nel 1974, aveva già scelto un mese fa di morire per eutanasia, quando un attacco lo aveva definitivamente costretto a letto e considerare la "buona morte" come soluzione alle "sofferenze dovute al grave deterioramento fisico degli ultimi mesi". Il 4 maggio, all'età di 95 anni, il biochimico belga "Ci ha lasciati serenamente e – come spiega la figlia – ha rifiutato di prendere degli ansiolitici prima dell'iniezione finale. Se ne è andato con un sorriso e un addio".

La principale scoperta di De Duve è stata quella sulla struttura e il funzionamento delle cellule, grazie alla quale hanno beneficiato gran parte delle ricerche nella lotta contro il cancro. Intervistato per Le Soir in un documento che sarà pubblicato postumo, il biochimico aveva spiegato con soddisfazione di aver "vissuto quasi un secolo di una vita straordinaria, grazie alla quale ho avuto il privilegio di assistere alle più grandi scoperte scientifiche e di incontrare un gran numero di personalità, non ho paura di morire e sono grato per i privilegi che ho avuto". Poi precisava "Sarebbe troppo dire che la morte non mi spaventa, ma non ho paura di quello che verrà dopo perchè non sono credente, quando sparirò sarà per sempre, non resterà niente. Anche le istituzioni hanno salutato il premio Nobel, con il primo ministro Elio De Rupo che ha definito De Duve "Un uomo che ha consacrato tutta la vita alla ricerca e al progresso dell'umanità, dando lustro al Belgio nel mondo". Dopo lo scrittore Hugo Claus nel 2008, De Duve è il secondo personaggio famoso ad aver scelto la buona morte in Belgio, uno dei pochi paesi che ha legalizzato l'eutanasia.