L'Italia è lo stivale del Mediterraneo, ma un domani la calzatura, riempiendosi d'acqua, perderà la sua forma caratteristica. Questa, in sintesi, la spiegazione sul futuro lontano del nostro paese all'Accademia Nazionale dei Lincei di Kurt Lambeck, geologo vincitore del Premio Balzan nel 2012. Lo studioso olandese, che ha vinto l'ambito premio per la scienza della terra proprio per i suoi contributi nello studio dei fenomeni di innalzamento delle maree, ha sì ricordato che la fisionomia del nostro paese cambierà a causa dell'alzamento del livello dei mari, ma ha anche ricordato che altri eventi contribuiranno a cambiare la faccia dell'Italia in senso opposto. Del resto, ricorda Lambeck, tante cose sono già cambiate, "basti osservare alcune costruzioni romane, realizzante prevalentemente per la pesca, che oggi si trovano sotto il livello del mare oppure al ponte di terra che univa Sicilia e Calabria appena 20.000 anni fa". Lambeck ha spiegato che

Le linee di costa dell'Italia, come di tutte le altre terre emerse, sono destinate a cambiare. E' impossibile fare previsioni temporali ma è evidente che alcune zone del Nord Italia sono destinate ad essere sommerse mentre alcune zone del Sud ad emergere ulteriormente.

Sta per cambiare la terra su cui siamo seduti? Non esattamente, dal momento che i tempi dell'evoluzione sono molto lungi. Ragion per cui, tranquillizza Lambeck, "Non è necessario creare allarmismi ingiustificati, ma bisogna avere maggiore coscienza dei cambiamenti climatici in atto. Ciò che sta avvenendo sembrerebbe essere una ‘novità' e dobbiamo esserne tutti più consapevoli, politici, ricercatori e cittadini, e cercare di capire quali decisioni vadano prese".