Computer batte uomo a Go, un gioco da tavola cinese antichissimo ritenuto molto complesso dal punto di vista strategico: a mettere a punto il programma AlphaGo, che ha consentito di incassare questa vittoria all'intelligenza artificiale, è stata la britannica DeepMind, azienda specializzata nel settore e acquisita da Google nel 2014.

A rendere la sfida contro Go particolarmente difficile per l'intelligenza artificiale c'è la natura stessa del gioco: sostanzialmente pedine bianche e nere si sfidano con l'obiettivo di prevalere sull'avversario nell'occupazione del territorio; ma questo territorio è composto da una griglia di 19 caselle per 19 caselle (detta goban). Quindi molti pezzi sulla scacchiera, molte posizioni, molte possibilità di mosse: decisamente un problema provare a prevedere l'avversario.

E invece, a quanto pare, l'intelligenza artificiale si porta ancora una volta avanti nel suo percorso iniziato con la celebre vittoria contro il campione di scacchi Gary Kasparov, avvenuta nel 1996 grazie al computer IBM Deep Blue. Questo grazie ad un programma costruito secondo una complessa rete neurale artificiale che, attraverso un modello matematico, imita il sistema di connessioni esistente tra i neuroni. Due distinti circuiti valutano e selezionano, prevedendo, le mosse da fare. Dopo essere stato istruito, il programma ha imparato giocando contro se stesso.

Per il momento AlphaGo si è imposto per cinque partite sul campione europeo Fan Hui: per marzo, però, è programmata la prossima sfida contro Lee Sedol, sud coreano considerato il più forte giocatore del mondo di Go. Naturalmente, dalla DeepMind, gli sviluppatori David Silver, Aja Huang e Demis Hassabis fanno sapere che sono abbastanza tranquilli sull'esito positivo della prossima sessione di gioco. Però, a voler essere precisi, è bene ricordare che ancora non è stata detta l'ultima parola.

[In apertura: Immagine Di Herman Hiddema via Wikipedia]