La spettacolare forma a cono dell'Etna sarebbe stata prodotta dall'innalzamento dei mari, che avrebbe innescato sostanziali modifiche nel sistema idraulico del vulcano. Lo ha proposto un team di studiosi della Scuola di Geografia, Scienze della Terra e Ambientali presso l'Università di Plymouth, Regno Unito, dopo aver condotto un'approfondita analisi sulle caratteristiche dell'iconico vulcano siciliano, il più attivo d'Europa. La teoria è particolarmente interessante poiché smentisce quella più accreditata, che vede nella riorganizzazione tettonica della faglie il principale volano nella modifica del sistema idraulico del vulcano, l'artefice dell'iconica silhouette.

L'Etna, infatti, non è sempre stato così come siamo abituati ad ammirarlo. Tutto ebbe inizio circa 500mila anni fa, quando nell'area ora occupata dalla Sicilia si attivò un processo di vulcanismo sottomarino. Il fenomeno durò poco meno di 300mila anni, un tempo sufficiente per avviare un seconda tipologia di attività detta a ‘fessura'. Questo nuovo processo diede vita a un cosiddetto “vulcano a scudo”, così chiamato per la forma che ricorda quella di uno scudo adagiato sul suolo. Vulcani di questi tipo sono i più grandi del Pianeta – come il Mauna Loa alle Hawaii – e hanno caratteristiche specifiche anche nella viscosità della lava. Dopo circa 100mila anni nello stato a scudo, l'Etna ha iniziato a crescere in verticale e ad assumere l'attuale forma a cono, trasformandosi in uno stratovulcano.

Secondo gli studiosi coordinati dal professor Iain Stewart, docente di Geologia presso l'ateneo britannico, questo cambiamento sarebbe stato innescato proprio all'azione dell'innalzamento del livello dei mari, associato a un periodo di post glaciazione avviatosi circa 140mila anni fa. Il mare, in parole semplici, avrebbe ‘tappato' alcuni vecchi flussi di lava obbligandoli a trovare altri percorsi di sfogo, cambiando sostanzialmente l'intero sistema idraulico del vulcano. L'Etna avrebbe reagito alla nuova configurazione dei suoi canali trasformandosi in un affascinante vulcano a cono.

Alla ricerca britannica, pubblicata sulla rivista scientifica Episodes, si è aggiunto un altro studio che ha dimostrato uno spostamento verso il mare dell'Etna, attraverso piccoli ‘passi' di 14 millimetri ogni anno. Il dato era noto, ma per la prima volta è stato possibile osservarlo direttamente grazie a una serie di stazioni GPS. Lo spostamento potrebbe produrre ulteriore instabilità al vulcano, tuttavia è solo una parte dell'Etna a ‘camminare'. Secondo i ricercatori non dovrebbero sorgere particolari condizioni di pericolo, perlomeno nel prossimo futuro.