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Estate finita? Il divertimento continua

L’estate è davvero la stagione dell’amore?

La domanda è stata posta non solo dalla rivista scientifica “Live Science”, ma anche da chi, notando un aumento del proprio desiderio sessuale, vuole sapere se sia “normale”.
A cura di Redazione Scienze
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"Dirty dancing", uno dei tanti film d'amore ambientati in estate

A dispetto della calura che dovrebbe fiaccare ogni energia, l'estate è vitale quasi per definizione. L'attenzione che si impone sbadatamente verso questa o quella bellezza, così come gli intenti più "bellicosi" che ci portano a partecipare ad un evento serale sulla spiaggia, sono spesso motivati da una generica "esplosione di ormoni" che ci renderebbe più suscettibili alle proverbiali "debolezze della carne". Ma questo "friccicore" sarà motivato da basi scientifiche che possano in qualche modo perdonare un eccesso di avance? Forse sì, ma il più, probabilmente, è una personale predisposizione ad assecondare l'eccitazione in un contesto culturale che in estate diventa più permissivo (prima di tutto verso se stessi).

Il magazine Live Science cerca di fare il punto della situazione, proponendo una serie di dati che potrebbe giustificare la tempesta ormonale estiva. Il fatto che in questo periodo l'attenzione al sesso non sia una semplice impressione personale o limitata al gruppo di amici, osserva il magazine, è comprovata dall'ampia produzione artistica sull'argomento. Secondo Wikipedia le canzoni intitolate "Summer Love" sono almeno sette, di cui la più recente è dei One Direction nel 2012. I film romantici ambientati in questo periodo non si contano. Insomma, fin qui appare evidente che i due media più popolari confermino la tesi dell'estate come stagione degli amori (e dell'Amore).

Secondo le statistiche del 2010 e 2011 rilasciate da Facebook, da fine maggio ad agosto tutti i gruppi di età presi in considerazione (under 25, 25-44 anni e over 45) hanno mostrato una maggiore propensione a cambiare il proprio stato sentimentale e a dichiararsi "liberi". Dato in controtendenza? Secondo alcuni sì, secondo altri no. Basterà ricordare i cinici ragionamenti fatti da alcuni amici (o, peggio, da noi stessi) nel momento in cui, entrando nel periodo estivo, volevano affrancarsi per nuove avventure.

Andiamo al di là dei media e prendiamo i dati sulle statistiche di nascita. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani, ad agosto si registra solitamente il maggior numero di nascite. Il che, considerata la gestazione di 9 mesi, colloca in inverno il periodo di maggiore attività sessuale (almeno di quella procreativa). Ma anche questo dato proposto da "Live Science" convince poco, dal momento che l'estate non è mai stata associata ad un progetto di vita quale è la nascita di un bambino, quanto al divertimento lungo una notte o, al massimo, un paio di settimane.

Sbocciano i fiori, si liberano nuovi odori e le api fanno il loro piacevole lavoro di impollinazione. Ma per l'uomo non sembra esistano automatismi simili. L'eccitazione che contraddistingue i mesi estivi è probabilmente la semplice conseguenza di una cultura che, per diversi motivi, fa dell'estate il periodo più idoneo ad avere rapporti anche occasionali. Il caldo costringe a liberare alcune parti del corpo, il che, anche per una società disinibita, è sufficiente ad attivare la produzione ormonale. Inoltre le occasioni sociali aumentano per quantità e cambiano per qualità. Gli eventi all'aperto portano la gente fuori di casa e spesso le serate si regolano sull'intendimento comune di una maggiore libertà. Il concetto di "vacanza", poi, conta non poco. Osserva Catherine Sanderson, professoressa di psicologia presso l'Amherst College del Massachusetts, che "le persone possono sentirsi più libere di impegnarsi in esperienze romantiche e sessuali se sono in pausa dalla loro vita reale".

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