in foto: L'uomo è un super predatore

È stato definito “super predatore” dai ricercatori della University of Victoria e non si tratta di una nuova specie di rettile o di grande felino, ma dell'essere umano che, con il suo comportamento predatorio, è responsabile dell'estinzione di moltissime specie animali e della distruzione della naturale catena alimentare mondiale. Lo studio, intitolato “The unique ecology of human predators” e pubblicato su Science, descrive nel dettaglio come la dominazione degli uomini sulla Terra sia ad oggi pericolosa per la stessa sopravvivenza degli equilibri della natura.

Noi umani infatti sfruttiamo i pesci 14 volte più dei loro predatori naturali così come cacciamo e uccidiamo 9 volte la quantità di lupi e leoni che normalmente morirebbero in seguito al regolare comportamento predatorio di questi stessi animali. Senza contare la violenza e l'aggressività utilizzate per ammazzare i carnivori oggetto della caccia grossa di cui si è molto parlato in queste ultime settimane.

Il comportamento predatorio dell'essere umani, spiegano i ricercatori, non è in linea con quello della natura poiché non tiene conto della sostenibilità e del rispetto delle quote da uccidere, non ci sono limiti e lo sfruttamento della madre terra è praticamente senza regole, se non quelle socio-economiche che sembrano essere le uniche a cui dare importanza.

“Le tecnologia che utilizziamo per uccidere in modo perfidamente perfetto, i sistemi economici globali e la gestione delle risorse che danno priorità ai benefici sul breve periodo per l'umanità hanno reso l'essere umano un super predatore” ha dichiarato Chris T. Darimont a capo dello studio. L'obiettivo di questa triste analisi non è quello di impedire all'uomo di vivere come un predatore, ma di inserirsi nel contesto naturale prendendo in considerazione un tipo di sfruttamento delle risorse che sia sostenibile, proprio come avviene tra gli animali stessi.