Safari di caccia grossa per uccidere i leoni
in foto: Safari di caccia grossa per uccidere i leoni

La coscienza del web è indignata. La morte del leone Cecil, poiché felino celebre e protagonista di ricerche scientifiche, ha reso consapevoli coloro che ignoravano l'esistenza dei safari di caccia grossa. Il tanto odiato dentista americano è ‘solo' uno dei tanti cacciatori che ogni anno uccidono decine di animali selvatici e grossi felini africani ed ha ‘solo' avuto la sfortuna di decapitare, per scelta o per sbaglio, un leone vip. Diversamente, rendiamocene conto, la sua vacanza assassina non avrebbe attirato l'attenzione di nessuno.

La caccia grossa legale

Quella dei safari di caccia grossa è una pratica legale e permette, per una modica cifra che va dai 20 ai 70 mila euro, in alcuni casi anche molto meno, di uccidere, decapitare, scuoiare e via dicendo, uno o più esemplari di grossi felini o animali selvatici africani al di fuori delle aree protette. Di solito si tratta di ricchi americani professionisti appartenenti alla classe alta che si definiscono “amanti della caccia e dell'Africa” e che, forse per un bisogno di sentirsi più virili, si avventurano (protetti, serviti e riveriti) nel Sud del continente nero alla ricerca di innocenti animali. Ciò che poi lascia perplessi è l'utilizzo del denaro investito: sembrerebbe infatti che questi soldi vengano utilizzati per programmi di ricerca utili alla protezione e conservazione degli stessi animali cacciati, ma residenti nelle aree protetti.

Ognuno ha il suo prezzo

Animali selvatici cacciati da ricchi paganti
in foto: Animali selvatici cacciati da ricchi paganti

Basta cercare “safari hunting” sui motori di ricerca per scoprire che esistono molti siti internet che propongono, con tanto di listino prezzi dettagliato, esperienze indimenticabili all'insegna della caccia e della scoperta dell'Africa. Un bufalo può così costare 2.500 euro, un elefante tra i 1.000 e gli 11.000, a seconda delle libre o delle zanne, un babbuino vale solo un centinaio di euro, un scimmia 50, mentre i grossi felini, gli ippopotami, i coccodrilli o i rinoceronti sono “a richiesta”.

Allevamenti per la caccia grossa

Canned Hunting, gli allevamenti di animali da cacciare
in foto: Canned Hunting, gli allevamenti di animali da cacciare

Il mercato del Safari Hunting è infatti strettamente connesso alla “caccia in scatola”, in inglese “Canned hunting”, che prevede addirittura l'allevamento di questi animali messi in vita con l'unico scopo di diventare il macabro trofeo di un ricco pagante. Il Sudafrica è il principale Paese in cui questa pratica viene sfruttata per riempire le casse del governo. Se in Italia sono i cinghiali le vittime dei cacciatori, in Sudafrica lo sono le antilopi, i leoni o i bufali. A conti fatti forse siamo di fronte alla solita ipocrisia che accetta che i maiali vengano allevati in condizioni discutibili per finire sulle nostre tavole, mentre non si concepisce come possa esserci qualcuno che voglia mangiarsi un cane, allo stesso tempo, sparare ad un cinghiale è accettato, mentre decapitare un leone, solo se famoso, è vergognoso. Una sorta di indignazione che distingue tra animali di serie A e animali di serie B.

Il futuro di Cecil

Mentre noi, come è giusto che sia, siamo ancora sconvolti per questa perdita inaccettabile, la vita dei figli di Cecil è a rischio. Il leone che prenderà il posto dell'ormai ex capo infatti ne ucciderà la prole per conquistare le leonesse e dare vita al proprio branco. L'unica speranza ad oggi è che tutta questa vicenda possa aiutare a modificare quelle che sono le attuali pratiche di caccia grossa legale, in modo da concedere una dignità a questi animali.

[Foto copertina di Walter J Palmer]