I ricercatori confermano che i funghi allucinogeni sono utili per contrastare la depressione. Come spiegato su The Lancet, all’interno dello studio intitolato “Psilocybin with psychological support for treatment-resistano depression: an open-label feasibility study”, responsabile dell’effetto antidepressivo sarebbe la psilocibina, la cui struttura è simile al neurotrasmettitore serotonina che agisce sul nostro cervello regolando l’umore. Quanto confermato è in linea con uno studio passato della Johns Hopkins University School of Medicine che aveva verificato gli effetti antidepressivi dei funghi allucinogeni su pazienti malati di cancro e depressi.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno coinvolto 12 persone (6 maschi e 6 femmine) affette da disturbo depressivo maggiore (una patologia psichiatrica caratterizzata da forti episodi depressivi) da mediamente 18 anni. Ai partecipanti sono state somministrate due dosi di psilocibina, il primo giorno da 10 mg e il secondo (due settimane dopo) da 25 mg. Il giorno successivo alle somministrazioni, i pazienti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale.

I ricercatori hanno avuto modo di riscontrare i primi effetti della psilocibina 30/60 minuti dopo la somministrazione e il picco massimo è stato raggiunto dopo due/tre ore. Una settimana dopo il trattamento tutti i pazienti hanno mostrato miglioramenti dei sintomi della depressione, riscontrati anche tre mesi dopo l’assunzione della sostanza. Per comprenderne gli effetti positivi, dobbiamo ricordarci che si tratta di persone che soffrono da anni di depressione.

Per quanto i dati raccolti abbiano dimostrato reali effetti positivi della psilocibina, bisogna considerare che lo studio non ha organizzato un gruppo di controllo placebo. Insomma, si tratta di un buon punto di partenza per un iter scientifico rivolto alla creazione di farmaci a base di psilocibina.

[Foto di Hans]