L'agenzia americana per la salute CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha rilevato che sempre più teenager fumano l'e-cig, le sigarette elettroniche che dal 2010 ad oggi hanno fatto registrare anche in Italia un boom dei consumi. Gli studi sugli effetti nocivi delle sigarette elettroniche si alternano presentando risultati spesso contrastanti, motivo, questo, di particolare apprensione da parte dello stesso CDC. Secondo il sondaggio condotta dall'agenzia americana, nel 2012 il 10% dei teenager statunitensi ha affermato di aver fumato sigarette elettroniche durante l'anno, contro il 4,7% del 2011. Il 3%, inoltre, ha confessato di aver fumato abitualmente le vaporose sigarette nel mese precedente l'intervista. Thomas Friedman, direttore del centro, ha detto che "L'uso delle sigarette elettroniche da parte dei teenager è profondamente preoccupante. Molti adolescenti che cominciano con le e-cig possono sviluppare una dipendenza alla nicotina per tutta la vita".

Il 76% dei giovani fumatori di e-cig si è detto fumatore anche di sigarette classiche, un dato – questo rilevato dalla CDC – che tuttavia non rende possibile l'individuazione del rapporto causa-effetto, ovvero non è possibile stabilire quale dei due consumi abbia generato il secondo. Secondo diversi studi, le e-cig rappresenterebbero una porta d'accesso al vizio della nicotina, attraverso la quale si passerebbe al consumo di sigarette classiche. Secondo altre ricerche, invece, sarebbe più decisiva la componente "dissuasiva" dell'e-cig, dal momento che il loro consumo, secondo quest'ottica, subentrerebbe spesso a quello della sigaretta classica e più facilmente potrebbe portare all'abbandono del vizio del fumo.

Lasciando irrisolto il problema del consumo alternativo tra prodotto elettronico e classico, la ricerca della CDC offre comunque elementi validi a sostegno della FDA (Food and Drug Administration), che ha già annunciato nuove norme per regolamentare la vendita e la pubblicizzazione delle e-cig. Il mercato di questo prodotto, del resto, continua a crescere sensibilmente anche negli States, tanto da aver portato alcune grandi compagnie del tabacco "classico" ad investire sulle e-cig. Con i grandi attori sempre più avviluppati nel vapore elettronico, diventa probabilmente necessario regolarne i messaggi pubblicitari.