Ci sono storie che hanno dell'incredibile. Accade che in Italia, il 5 maggio 2016, la Coldiretti organizzi la prima Giornata nazionale della carne italiana, una giornata dedicata all'orgoglio carnivoro che si scaglia contro quegli italiani che, per un'insensata ragione (secondo loro), hanno scelto di non mangiare più carne. Un hashtag accompagna l'evento #bracioleallariscossa, così bisogna cercarlo sui social network. No, non sto scherzando. #bracioleallariscossa, provare per credere.

Ma partiamo dal principio. Correva l'anno 2015 quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato cancerogena la carne rossa lavorata (bacon, salsicce, hamburger) e probabilmente cancerogena la carne rossa non trattata. Da allora il settore della carne non è stato più lo stesso. In un allarmismo generale, c'è chi ha capito che mangiando carne sarebbe morto necessariamente e direttamente a causa di tumore. Nella realtà dei fatti le cose stanno diversamente, l'OMS spiega infatti che:

  • 50 grammi di carne lavorata al giorno incrementano del 18% il rischio di sviluppare il carcinoma del colon-retto
  • 100 grammi di carne rossa al giorno incrementano del 17% il rischio di sviluppare il carcinoma del colon-retto

In più dobbiamo ricordarci che secondo il Global Burden of Disease Project, sono:

  • 34.000 i morti attribuibili al consumo eccessivo di carne lavorata
  • 50.000 i morti attribuibili al consumo eccessivo di carne rossa
  • 200.000 i morti a causa dell'inquinamento
  • 600.000 i morti a causa del consumo di alcol
  • 1.000.000 i di morti a causa del fumo

Insomma, stiamo parlando di “incremento del rischio” e di “carcinoma del colon-retto”, quindi non di certezza generalizzata e, come mostrano i numeri, resta comunque più pericoloso fumare che mangiare carne.

Chiarito dunque che “sì la carne è cancerogena, ma entro certe quantità”, possiamo tornare alla Coldiretti che oggi, più che mai, vuole schierarsi dalla parte di chi vive di carne ed è preoccupata per tutti quegli italiani (neanche 1 su 10) che hanno scelto di non mangiarne più.

A quanto pare, gli acquisti delle famiglie sarebbero crollati del 9% per la carne fresca di maiale, del 6% per quella bovina e dell'1% per quella di pollo e per i salumi. Se questi dati non dovessero essere sufficienti per allarmarci, Coldiretti fa sapere che il 7,1% degli italiani dichiara di essere vegetariano, mentre l'1% è vegano, abitudini alimentari definite addirittura “pericolose mode estreme”.

In pratica, leggendo il comunicato di Coldiretti, questi modaioli sarebbero la causa di una devastante crisi di settore. Avete capito bene, il problema sono i vegetariani e i vegani, non le tasse, non il minor poter d'acquisto degli italiani che non possono permettersi di comprare sempre la carne, non la concorrenza estera, no: i vegetariani e i vegani, questi estremisti modaioli, sono la causa della crisi del settore della carne.

Per fortuna Coldiretti ha fatto luce sul vero volto dei consumatori che scelgono di allontanarsi dagli allevamenti intensivi, dallo sfruttamento degli animali, dalle pratiche discutibili di uccisione e castrazione del bestiame. Dovrebbero vergognarsi tutti quei vegetariani e quei vegani che rovinano le grigliate estive con i loro tomini e le loro melanzane perché per colpa loro ci sono animali che non potranno mai essere stipati in spazi vitali che non ne rispettano il benessere.

Siamo seri. Quella tra vegetariani, vegani e onnivori è una guerra tra poveri (e ci ha anche un po' stufato) che iniziative come questa alimentano senza far luce sui reali problemi del nostro Paese.

Le abitudini alimentari cambiano e invece di screditare chi compie una scelta di vita (che tra l'altro mira al rispetto di altri esseri viventi e non al loro sfruttamento) forse sarebbe più opportuno parlare in generale di alimentazione sana, invece di colpevolizzare chi non consuma carne, forse bisognerebbe chiedersi come mai abbia scelto di non consumarne.

Sono ridicoli i nazi-vegani quanto i nazi-carnivori così come sono ridicole queste definizioni. La libertà di scegliere cosa mettere nel piatto deve essere concessa a tutti. Sarebbe stato meglio parlare unicamente della qualità della carne italiana senza mettere in mezzo chi non ne mangia e magari evitare di definire questa scelta alimentare una moda pericolosa ed estrema.

A mio avviso è più pericoloso ed estremo chi tenta di manipolare i consumatori con affermazioni di questo tipo che seguono la scia della moda del facile insulto a vegetariani e vegani.

[Foto copertina di Lingotto Fiere]