Per la prima volta è stata osservata nel cervello l'attivazione in tempo reale della cosiddetta “molecola del sorriso”, la serotonina, un neurotrasmettitore che tra le molteplici funzioni ha anche quella di regalarci buon umore, benessere psicofisico e un generale senso di appagamento. La scoperta potrebbe aprire le porte a terapie innovative contro autismo, schizofrenia, ansia e depressione. A raggiungere questo affascinante risultato un copioso team di ricerca italiano, che ha coinvolto gli specialisti del Center for Neuroscience and Cognitive System dell'Istituto Italiano di Tecnologia (CNCS – IIT di Rovereto) coordinati dal professor Alessandro Gozzi e quelli del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa, guidati dal professor Massimo Pasqualetti. A fornire un contributo fondamentale vi è stata anche una equipe tutta al femminile dell'Università di Cagliari, composta dalla professoressa Maria Antonietta De Luca e dalle sue collaboratrici Giulia Margiani e Maddalena Mereu, che hanno validato i risultati delle altre due squadre.

Ma come hanno fatto gli studiosi italiani a raggiungere questo ambizioso traguardo? Gozzi e colleghi si sono avvalsi di due distinti processi: la chemogenetica e risonanze magnetiche funzionali (fMRI) su topi geneticamente modificati. Nella prima parte del progetto, durato complessivamente ben 4 anni, i ricercatori hanno modificato i topi affinché attivassero i neuroni che producono serotonina a “comando”, ovvero attraverso la somministrazione di uno specifico farmaco. Una volta ottenuti i topi OGM li hanno sottoposti alle scansioni cerebrali, grazie alle quali è stato dimostrato che i neuroni che rilasciano la serotonina si attivano ovunque nel cervello, ma in tempistiche diverse tra le varie regioni. Le prime aree ad attivarsi sono state l'ippocampo e la corteccia cerebrale, strettamente connesse al controllo delle emozioni.

Conoscere nel dettaglio i meccanismi di attivazione del cosiddetto sistema serotoninergico potrebbe aiutare gli scienziati a sviluppare terapie all'avanguardia per contrastare l'ansia, la schizofrenia e altre patologie mentali, tenendo presente il ruolo ricoperto da questo importante neurotrasmettitore. La serotonina, fra le varie funzioni, favorisce anche la digestione poiché coinvolta nei movimenti dei muscoli intestinali (peristalsi), regola inoltre i ritmi circadiani, la memoria, il desiderio sessuale e il senso di fame e sazietà. I dettagli della ricerca italiana sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports.

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