Le autorità indonesiane stanno valutando di chiudere temporaneamente la celebre isola di Komodo da gennaio 2020 per proteggere le iconiche e gigantesche lucertole che vi abitano, i cosiddetti draghi di Komodo. Tra i rischi che queste magnifiche creature stanno correndo vi sono gli effetti del turismo eccessivo – 10mila persone visitano ogni mese il gruppo di isole del Parco Nazionale di Komodo – e i trafficanti di animali esotici. Basti pensare che nei giorni scorsi sono stati arrestati cinque uomini che hanno venduto su Facebook a 1.000/1.400 dollari ciascuno cinque di questi rettili, oltre a diversi altri animali come casuari, cacatua e altre specie.

Chiusura temporanea. Al momento Jakarta non ha ancora preso una decisione definitiva sulla chiusura temporanea, che riguarderebbe la sola isola di Komodo dove sono ospitati circa 2.300 draghi (altri sono visibili nelle isole limitrofe). Si attende il rapporto di una squadra inviata sul posto dal Ministero dell'Ambiente e delle Foreste, che dovrebbe essere presentato a luglio. L'obiettivo delle autorità indonesiane è quello di trasformare queste isole in un paradiso come le Galapagos, ma oltre a dover limitare il numero eccessivo di turisti e A bloccare la piaga del traffico illegale di animali, saranno necessari diversi interventi a tutela diretta dei draghi di Komodo. Innanzitutto dovranno essere aumentate le loro prede naturali, come cervi e cinghiali, che risultano essere in numero insufficiente. Saranno condotti anche studi ad hoc sulla flora endemica dell'isola. Per ridurre il numero di turisti il governatore della regione aveva proposto l'aumento del prezzo del biglietto per visitare l'isola fino a 500 dollari, cioè 50 volte rispetto al prezzo attuale, ma questo causerebbe un durissimo colpo al settore turistico locale. Gran parte dei crocieristi non si fermerebbero più nell'arcipelago per ammirare i draghi.

Creature maestose. I draghi di Komodo (Varanus komodoensis) appartengono alla famiglia dei varani e sono le lucertole più grandi del pianeta. Gli esemplari adulti possono infatti superare i 3 metri di lunghezza e raggiungere un peso di oltre 160 chilogrammi. Si nutrono di prede molto più grandi e pesanti di loro, come bufali e cervi adulti, che uccidono attraverso un morso estremamente tossico e potente. Dopo aver morso la preda una volta, la seguono instancabilmente fino a quando la ferita infetta e lo shock emorragico non fanno il proprio corso. Nonostante si tratti di predatori in cima alla catena alimentare del proprio habitat naturale, sono fortemente minacciati; non a caso sono classificati con codice VU nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.