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L'esposizione alla luce blu abbassa efficacemente la pressione come un farmaco antipertensivo, inoltre riduce i rischi di gravi eventi cardiovascolari. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Divisione di Cardiologia, pneumologia e medicina vascolare dell'Università di Duesseldorf, Germania, che hanno collaborato con i colleghi della Facoltà di salute e scienze mediche presso l'Università del Surrey (Gran Bretagna) e ingegneri della Philips.

Gli scienziati, coordinati dal professor Christian Heiss, docente di medicina cardiovascolare negli atenei coinvolti, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver esposto per circa 30 minuti 14 volontari (tutti maschi adulti e sani) a luce blu monocromatica o a luce blu con un filtro (il classico gruppo di controllo). La dose somministrata ai partecipanti è stata di circa 450 nanometri, pari a quella che prendiamo in media esponendoci al sole durante una giornata.

Dall'analisi statistica dei dati raccolti è emerso che la luce blu non solo era in grado di ridurre la pressione sistolica dei volontari, abbattendola di circa 8mmHg (millimetri di mercurio), ma anche di migliorare fattori legati al rischio cardiovascolare come l'elasticità, la rigidità e il rilassamento delle arterie. Heiss e colleghi hanno inoltre rilevato che la luce blu contribuisce a far aumentare la concentrazione di ossido nitrico nel circolo sanguigno; si tratta di un vasodilatatore endogeno (oltre che di un mediatore di impulsi nervosi) che l'organismo produce naturalmente quando la pressione sanguigna si alza troppo. La luce blu ne favorisce la sintesi stimolando l'epidermide.

La riduzione della pressione emersa dalla ricerca è paragonabile a quella offerta da alcuni farmaci negli studi clinici, dunque gli autori dell'indagine ipotizzano future e rivoluzionari applicazioni mediche a base di luce blu, che non è cancerogena come i raggi ultravioletti. “L’esposizione alla luce blu fornisce un metodo innovativo per controllare con precisione la pressione sanguigna senza farmaci. Sorgenti indossabili di luce blu potrebbero rendere questa terapia continua e pratica per il paziente. Ciò potrebbe essere di aiuto in particolar modo per coloro che non riescono a controllare bene la pressione con i farmaci, per esempio gli anziani”, ha dichiarato il professor Heiss. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica European Journal of Preventive Cardiology.