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Un semplice pulsossimetro da dito o saturimetro, uno strumento non invasivo utilizzato per conoscere i livelli di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca del paziente, può essere trasformato in un efficace e preciso strumento per misurare la pressione arteriosa. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell'Università della British Columbia di Vancouver, Canada, che hanno collaborato con i colleghi dell'Università di Oxford, dell'Università di Adelaide e di ospedali cinesi e americani.

Gli scienziati, coordinati dal professor Mohamed Elgendi, docente di Ingegneria Informatica ed Elettrica presso l'ateneo canadese, sono riusciti a sviluppare un algoritmo matematico che è in grado di convertire i dati raccolti dallo strumento in valori di pressione arteriosa estremamente precisi. Da test condotti su 121 pazienti di un ospedale di Boston e 219 ricoverati nella provincia cinese di Guillin, Elgendi e colleghi hanno dimostrato una precisione del “saturimetro avanzato” fino al 95 percento.

Qualora il dispositivo dovesse raggiungere gli standard qualitativi richiesti e dunque fosse lanciato sul mercato, si tratterebbe di un'alternativa molto preziosa, come indicato dal professor Elgendi. “Mentre il bracciale gonfiabile [lo sfignomanometro ndr] è facile da usare, la sua precisione dipende dalla sua posizione sul braccio e dall'abilità dell'osservatore”, ha dichiarato lo studioso. “Un'altra tecnica, la misurazione della pressione arteriosa intra-arteriosa, è molto accurata ma invasiva, e richiede al medico di inserire un ago in un'arteria”, ha aggiunto Elgendi. Poiché nei soli Stati Uniti perdono la vita 1.100 persone ogni giorno a causa delle patologie legate all'ipertensione, avere uno strumento preciso, non invasivo e utilizzabile in qualunque momento dal paziente potrebbe aiutare a salvare la vita a moltissime persone, proprio grazie al monitoraggio costante che esso può garantire.

Per perfezionare il rilevamento della pre-ipertensione con l'algoritmo sviluppato, Elgendi e colleghi hanno combinato i dati dell'elettrocardiogramma con quelli del saturimetro. “Con l'aggiunta del nostro algoritmo e alcune altre modifiche, è del tutto fattibile produrre un ossimetro basato sulla scienza che possa fornire una valutazione della pressione arteriosa estremamente accurata – si spera che possa contribuire a un rilevamento più rapido dell'ipertensione e potenzialmente a salvare vite umane”, ha concluso lo studioso. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Clinical Medicine.