A causa di una brusca e imprevista accelerazione del polo nord magnetico, gli scienziati sono stati costretti ad aggiornare in anticipo il World Magnetic Model, il modello che descrive il campo magnetico della Terra e che è alla base dei sistemi di geolocalizzazione e navigazione, sia civili che militari. In parole semplici, il polo nord magnetico, che non combacia con quello geografico, è letteralmente “schizzato” in direzione della Siberia, spostandosi dall'Oceano Artico canadese a una velocità di circa 55 chilometri all'anno. Per comprendere l'entità di questo balzo, basti pensare che soltanto cento anni fa si muoveva di "soli" 15 chilometri all'anno. L'aggiornamento si è dunque reso necessario poiché la variazione stava rendendo imprecisi i sistemi di navigazioni, bussole dei nostri smartphone comprese, provocando i problemi più seri soprattutto per aerei, navi e sottomarini in prossimità del Polo Nord. Tutti i dispositivi dovranno essere ricalibrati (lo faranno con aggiornamenti automatici) sulla base dei nuovi dati.

Credit: Noaa Ncei/Cires
in foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Anticipi e ritardi. L'aggiornamento eccezionale del modello era previsto per il 15 gennaio di quest'anno, tuttavia, a causa dello shutdown negli Stati Uniti che ha bloccato i fondi a diversi enti governativi, è slittato al 30 gennaio e infine ai primi giorni di febbraio, quando finalmente è stato reso disponibile per tutti. Il World Magnetic Model viene messo a punto da una collaborazione di scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e della British Geological Survey, che rilasciano uno nuovo modello ogni 5 anni, proprio in virtù dei cambiamenti del campo magnetico. Tuttavia nel 2016 è iniziata la brusca cavalcata del polo nord, facendo “saltare” le previsioni del 2015 e dunque rendendo necessario un aggiornamento eccezionale, un anno prima rispetto alla tabella di marcia. Curiosamente il polo sud magnetico se ne sta abbastanza tranquillo, a largo della costa orientale dell'Antartide.

Credit: Noaa Ncei/Cires
in foto: Credit: Noaa Ncei/Cires

Cosa sta succedendo. Ma perché il polo nord magnetico si sta spostando così rapidamente? Gli scienziati pensano che alla base di questa accelerazione improvvisa ci siano getti di ferro fuso ad altissima velocità sotto l'Artico. Il campo magnetico della Terra, infatti, viene generato dalla dinamica del ferro fuso nel nucleo esterno della Terra, sito a circa 3mila chilometri di profondità dalla superficie. Esso plasma la magnetosfera che è fondamentale per la vita; si tratta di un vero e proprio scudo che devia le letali radiazioni del vento solare, permettendo la vita sulla Terra. Il fatto che si stia spostando così velocemente potrebbe suggerire l'avvicinarsi della temuta inversione dei poli magnetici, un fenomeno che avviene periodicamente (circa 3 volte ogni milione di anni) e che l'ultima volta è stato registrato 780mila di anni fa.

Quali sono i rischi. L'effetto più temuto dell'inversione dei poli magnetici e la "sparizione" temporanea dello scudo magnetico che ci protegge dalle radiazioni, benché negli eventi passati non si sono registrate fluttuazioni negative per la biosfera. Ma noi viviamo in un mondo iperconnesso e ipertecnologico, ed è noto che le tempeste geomagnetiche causate dal vento solare possono creare danni più o meno gravi a sistemi di navigazione GPS, satelliti, comunicazioni radio e impianti elettrici. Basti pensare che il potente Evento di Carrington del 1859 – una fortissima tempesta geomagnetica – produsse addirittura incendi ai telegrafi, oltre a far apparire l'aurora boreale a Roma e alle Hawaii. Insomma, restare privi della protezione dello scudo magnetico potrebbe innescare scenari apocalittici. Fortunatamente l'inversione dei poli magnetici non è un fenomeno repentino; come ci ha spiegato il professor Domenico di Mauro dell'INGV avviene in circa 4-5mila anni. Insomma, per il momento possiamo stare tranquilli, anche se il polo nord magnetico fa le bizze.