Un'intelligenza artificiale ha scoperto che 11 asteroidi considerati "innocui" non sono affatto tali, dato che in futuro potrebbero schiantarsi contro la Terra. L'algoritmo ha calcolato che le orbite di questi oggetti celesti – tutti con un diametro di almeno 100 metri – “sfioreranno” il nostro pianeta tra il 2131 e il 2923. Il passaggio dovrebbe avvenire a una distanza di appena 38mila chilometri dalla superficie terrestre, che è circa dieci volte inferiore di quella che ci separa mediamente dalla Luna (384mila chilometri).

A sviluppare l'intelligenza artificiale sono stati i tre astronomi John D. Hefele, Francesco Bortolussi e Simon Portegies Zwart dell'Università di Leiva, Paesi Bassi, che si sono avvalsi del nuovo supercomputer dell'ateneo "ALICE" per elaborare i calcoli. Gli scienziati hanno innanzitutto “dato in pasto” a una rete neurale i dati del Sole e delle orbite dei pianeti del Sistema solare per i prossimi 10mila anni; successivamente hanno integrato quelle di asteroidi fittizi (e non) per addestrarla a prevedere gli spostamenti degli oggetti nello spazio. Una volta preparata, l'IA è stata in grado di individuare con una precisione superiore al 90 percento gli asteroidi di un database della NASA che contiene oltre duemila oggetti.

È proprio attraverso l'analisi di questi dati che l'intelligenza artificiale è stata in grado di intercettare gli undici asteroidi che potrebbero colpirci in futuro. Tuttavia, non tutti i corpi celesti coinvolti possono essere classificati ufficialmente come Oggetti/Asteroidi Potenzialmente Pericolosi (Potentially Hazardous Object/Asteroid – PHO/PHA); in base alla classificazione della NASA, infatti, oltre a un'orbita molto ravvicinata alla Terra, un PHA deve avere un diametro di almeno 150 metri. Si tratta comunque solo di una definizione, tenendo presente che un asteroide dal diametro di 50/80 metri il 30 giugno 1908 rase al suolo duemila chilometri quadrati di foresta  a Tunguska, in Siberia. Un oggetto di 100 metri sopra una città creerebbe danni di portata catastrofica, pur non rientrando nella categoria degli asteroidi potenzialmente pericolosi.

Il sistema ideato dagli scienziati dell'Università di Leida, che può funzionare su un qualsiasi PC Desktop o portatile, è stato soprannominato Hazard Object Identifier, il cui acronimo è HOI, ovvero "ciao" in lingua olandese. Perfezionando il suo algoritmo, in futuro sarà possibile prevedere con ancor maggiore precisione il rischio legato agli asteroidi. “Ora sappiamo che il nostro metodo funziona, ma vorremmo sicuramente approfondire la ricerca con una migliore rete neurale e con più input. La parte difficile è che piccole incertezze nei calcoli dell'orbita possono portare a grandi cambiamenti nelle conclusioni”, ha dichiarato il dottor Portegies Zwart, coordinatore della ricerca. Il metodo messo a punto dagli scienziati risulta essere più rapido delle simulazioni tradizionali in uso presso la NASA, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e altri enti spaziali. I dettagli su HOI sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata  Astronomy & Astrophysics.