E' uno dei paesi più inquinanti al mondo, ma, secondo gli ultimi rilevamenti della Nasa, gli Stati Uniti sono riusciti a ridurre sensibilmente le emissioni di biossido di carbonio e particolato. Il periodo di riferimento sono gli anni dal 2005 al 2011, durante i quali il satellite Aura della Nasa ha raccolto informazioni sulla qualità dell'area attraverso l'Ozone Monitoring Instrument. Come evidenziato dall'animazione di seguito, realizzata dalla Nasa stessa, si è ridotto in maniera evidente il rosso che si estende dalle aree maggiormente urbanizzate – Philadelphia, San Francisco, Denver, ma soprattutto New York – e che evidenzia le più alte concentrazioni di anidride carbonica.

L'anidride carbonica è all'origine di diversi problemi respiratori, ma – osserva l'EPA, l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente – la CO2 può reagire con "ammoniaca, umidità e altri composti e formare piccole particelle" che possono peggiorare enfisemi ed altre malattie respiratorie. Secondo la Nasa, il merito del declino del biossido di carbonio nell'aria è da attribuirsi soprattutto alla riduzione delle emissioni del trasporto su gomma. In generale la qualità dell'aria negli States sta facendo registrare miglioramenti costanti dalla promulgazione nel 1990 del Cean Air Act. Secondo i calcoli dell'EPA, dal 2000 le emissioni di biossido di azoto si sono ridotte del 50%.

I progressi fatti in questi anni, però, non bastano. Bryan Duncan, scienziato atmosferico della Nasa, ha invitato a proseguire nell'impegno di ridurre le emissioni, perché "mentre la qualità dell'aria è certamente migliorata negli ultimi decenni, in realtà c'è ancora molto lavoro da fare: l'ozono e le polveri sottili costituiscono ancora un problema".