Una serie di 19 inquietanti statue in legno risalenti ad almeno 800 anni fa è emersa dal sito archeologico di Chan Chan a nord di Lima, in Perù. Le figure, alte una settantina di centimetri, sono state trovate incastonate in alcune alcove lungo un corridoio riccamente decorato, che sfociava in quella che doveva essere una piazza o un cortile dove venivano eseguiti riti e cerimonie. A individuare gli idoli di legno una squadra di archeologi del Ministero della Cultura peruviano, che conduce scavi e ricerche nell'area da numerosi anni. Sin dal 1986 l'antica città di Chan Chan è infatti inclusa tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità dell'UNESCO, proprio per la straordinarietà dei reperti storici e l'unicità del luogo.

Le statue antropomorfe, disposte su due file parallele poste l'una di fronte all'altra, sono tutte adornate con inquietanti maschere di argilla di colore beige; alcune risultano "decapitate". Nelle mani sorreggono quello che sembrerebbe essere uno scettro, mentre alle loro spalle c'è una struttura discoidale che secondo gli archeologi potrebbe rappresentare uno scudo. Non è chiaro a cosa servissero e quale fosse la loro fonte di ispirazione, tuttavia erano molto probabilmente collegate ai riti che si tenevano nella sala cerimoniale antistante. In quest'area in passato gli archeologi trovarono i resti di 200 lama e di 140 bambini, uccisi tutti assieme in un agghiacciante rito sacrificale di massa "propiziatorio".

Assieme alle statue gli archeologi hanno individuato pareti riccamente decorate, nelle quali i motivi dominanti – ottenuti modellando l'argilla – sono segni ondulati e pergamene. C'è anche un affascinante motivo zoomorfo, conosciuto dagli studiosi come “felino” o “animale lunare”. Non sarà facile capire il significato di questi reperti, anche perché secondo gli studiosi gli idoli in legno potrebbero risalire al 1.1oo dopo Cristo e dunque essere precedenti alla cultura Chan Chan.

Nel XV secolo Chan Chan era la capitale del Regno Chimù, che aveva costruito un'intera cittadella di ben 20 chilometri quadrati, la più grande dell'America precolombiana. Qui gli uomini realizzarono templi, abitazioni, piramidi, magazzini, cimiteri e giardini che rappresentavano il cuore pulsante di un territorio che si estendeva per un migliaio di chilometri, dal Perù all'Ecuador. Si stima che all'apice della sua potenza il Regno Chimù – rigorosamente diviso in classi sociali – era popolato da ben 60mila persone. Fu tuttavia brutalmente conquistato e annientato dagli Incas, alcuni decenni prima che venissero a loro volta sterminati dai Conquistadores europei. Gli Incas strapparono moltissimi abili artigiani a Chan Chan costringendoli a lavorare nella loro capitale Cuzco. Le statue appena scoperte hanno “vegliato” su questi drammatici eventi accaduti secoli fa, e oggi sono tornate nuovamente alla luce a testimoniare il fascino e il mistero di questi antichi popoli.

[Credit: Ministero della Cultura del Perù]