Quando sviluppiamo febbre, mal di gola, rinite, tosse, raffreddore e brividi di freddo tendiamo a pensare di essere stati colpiti dalla classica influenza. Ciò nonostante, soprattutto se si stanno manifestando tali sintomi in queste prime settimane d'autunno, è molto probabile che non si tratti di una vera influenza, bensì di una sindrome parainfluenzale, che possiede caratteristiche molto simili alla prima e che, in taluni casi, può risultare molto difficile da distinguere. Tradizionalmente l'epidemia di influenza vera e propria raggiunge il picco massimo in pieno inverno, complice la drastica riduzione delle temperature, ma i virus dell'influenza 2019/2020 stanno già circolando. Il primo caso, del resto, è stato identificato a Parma martedì 24 settembre; si è trattato di una bambina ricoverata a Parma con febbre e mal di gola, nel cui tampone orofaringeo i medici hanno identificato un virus B. Ma allora come possiamo distinguere l'influenza da una sindrome parainfluenzale?

La vera influenza è innanzitutto causata da virus diversi, gli Orthomixovirus A e B per i quali ogni anno vengono approntati gli appositi vaccini trivalenti e quadrivalenti. Per la stagione 2019 e 2020 sono coinvolti il ceppo A/Brisbane/02/2018 (H1N1) pdm09; il ceppo A/Kansas/14/2017 (H3N2); il ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87) e il ceppo B/Phuket/3073/2013. La campagna vaccinale partirà come sempre dalla metà di ottobre, e il farmaco impiega un paio di settimane prima di sviluppare lo scudo immunitario. Ciò suggerisce che la stagione dell'influenza non sia ancora "ufficialmente" partita, dunque, come indicato in precedenza, se si stanno sperimentando sintomi influenzali in questo momento è molto probabile che siano stati innescati da virus parainfluenzali.

Nella maggior parte dei casi i virus responsabili delle sindromi parainfluenzali sono appartenenti alla famiglia dei Paramyxovirus, e i due più comuni sono il Virus Respiratorio Sinciziale o RSV del genere Pneumovirus e il virus della parainfluenza o PIV. Del primo esistono due gruppi (A e B), distinti dalla tipologia di glicoproteina G esposta, del secondo ne esistono invece quattro, ovvero PIV-1, PIV-2, PIV-3 e PIV–4. I primi due (e in particolar modo il primo), come indicato sul portale dell'epidemiologia “Epicentro” dell'Istituto Superiore della Sanità, sono quelli responsabili del maggior numero di contagi. Come sottolineato dal virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università degli Studi di Milano, per la stagione corrente si attendono 8 milioni di italiani colpiti da sindrome influenzale, dunque più dei 5/6 milioni previsti per l'influenza vera e propria.

Dal punto di vista della sintomatologia, si è innanzi alla vera influenza quando si palesa una combinazione di tre condizioni ben definite: la febbre molto alta con temperature superiori ai 38° e sviluppo repentino; dolori diffusi ai muscoli e alle articolazioni; e sintomi respiratori come mal di gola, tosse e naso chiuso. Naturalmente deve essere sempre il medico a fare la diagnosi. Nei soggetti con sistema immunitario depresso/compromesso, negli anziani e nei bambini l'influenza può portare a complicanze serie sia a livello respiratorio che cardiaco. Le sindromi parainfluenzali sono generalmente più “mansuete” e meno durature. Tuttavia, in alcuni casi, oltre al classico raffreddore, al mal di gola e alle riniti più comuni, possono determinare anche complicanze respiratorie come polmoniti e bronchiti. I virus PIV-1 e PIV-2 sono tipicamente responsabili della laringotracheobronchite o croup, che interessa soprattutto i bambini (è caratterizzata da difficoltà respiratorie e tosse intensa).

Esattamente come per l'influenza, il trattamento per le sindromi parainfluenzali prevede il riposo ed è di tipo sintomatico. Tra i farmaci più usati vi sono sciroppi contro la tosse, antipiretici per abbassare la febbre e antidolorifici contro il mal di testa e i dolori muscolari/articolari. Gli antibiotici sono assolutamente inutili, dato che i virus non sono microorganismi come i batteri e dunque non vengono uccisi da questi farmaci (vale sia per l'influenza che per le sindromi influenzali). In parole semplici, una volta colpiti da queste infezioni virali si deve stare a riposo per permettere all'organismo di liberarsi del problema in modo naturale. Ovviamente se si manifestano complicanze si deve avvisare il personale sanitario.