Le persone intelligenti hanno circa il 30 percento di probabilità in più di portare gli occhiali o le lenti a contatto. La curiosa statistica conferma uno dei cliché più datati e abusati in assoluto, ovvero quello nel ‘nerd occhialuto' come prototipo di persona intelligente, che avrebbe perso la propria vista a causa del tanto tempo trascorso a studiare sui libri. A far emergere il legame tra occhiali e intelligenza è stata una equipe di genetisti del Centre for Cognitive Ageing and Cognitive Epidemiology presso l'Università di Edimburgo, Scozia.

Gli studiosi, coordinati dal professor Ian J. Deary, docente presso la Scuola di Filosofia, Psicologia e Scienze del Linguaggio dell'ateneo britannico, hanno rilevato questo dato dopo aver condotto il più approfondito studio genetico mai fatto sulle funzioni cognitive. Deary e colleghi, infatti, hanno analizzato i profili genetici di oltre 300mila cittadini europei, dove hanno individuato ben 148 regioni del genoma associate alla funzione cognitiva. All'interno di esse sono emersi 58 nuovi siti genomici che in passato non erano collegati con l'intelligenza.

I partecipanti allo studio, con un'età compresa tra i 16 e i 102 anni, hanno risposto anche a diversi questionari sul stato di salute generale e sullo stile di vita, inoltre hanno compilato test per valutare le capacità cognitive. Incrociando tutti questi dati sono emerse diverse statistiche curiose e interessanti. Come indicato, le persone più intelligenti mostrano una probabilità superiore del 28 percento di indossare occhiali o lenti a contatto, inoltre hanno il 32 percento di probabilità in più di essere miopi.

Deary e colleghi hanno trovato anche che le persone più intelligenti presentano un rischio minore di sviluppare patologie importanti come infarto, ictus, cancro ai polmoni, angina e artrosi. Nel complesso le probabilità di vivere più a lungo sono risultate del 17 percento. Ridotto anche il rischio di soffrire di depressione, abbattuto del 30 percento.

I dati rilevati sono significativi, ma relativi alla sola popolazione europea, dunque per avere un quadro generale sotto il profilo genetico sarà necessario condurre analisi su numerosi altri genomi. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communication.

[Credit: geralt]