I feriti del misterioso incidente nucleare avvenuto in Russia lo scorso 8 agosto sono radioattivi, e potrebbero aver contaminato uno dei medici dell'ospedale di Arkhangelsk, dove alcuni di essi furono trasferiti dopo l'esplosione. Fonti del Ministero della Salute russo tuttavia smentiscono questa circostanza, diffusa dal quotidiano indipendente “The Moscow Times” sulla base di interviste anonime ad alcuni membri dello staff sanitario.

Contaminazione. Dopo l'incidente, che avrebbe coinvolto un generatore a radioisotopi per un missile a combustibile liquido (si tratterebbe del Burevestnik o Ssc-X9 Skyfall), nella città di Severodvinsk – prossima al poligono di Nyonoksa sul Mar Bianco dove si è verificata la deflagrazione – sono stati registrati livelli di radiazioni superiori alla norma di di 20 volte, per questo gli abitanti della regione hanno fatto incetta di compresse allo iodio nelle farmacie. Ma le notizie sull'accaduto sono state fumose e frammentarie sin dapprincipio, e ancora oggi non si conoscono i dettagli (e probabilmente non si conosceranno mai). Si sa che sono morte sette persone – tutti scienziati nucleari di altissimo livello – e che ci sono stati 15 feriti, dei quali alcuni sicuramente radioattivi. I loro corpi esposti alle radiazioni scaturite dall'incidente, infatti, si sono trasformati in fonti di emissione a loro volta, rappresentando di fatto un pericolo per tutte le persone che vengono a contatto con loro senza le adeguate protezioni.

Medici esposti al rischio. Tre dei feriti radioattivi sono stati trasportati d'urgenza all'ospedale di Arkhangelsk, nudi e avvolti in sacchi di plastica, ma nessuno inizialmente avrebbe avvisato i medici e gli altri membri dello staff sanitario che si trattava di vittime di un incidente nucleare. Ciò li avrebbe esposti al serio rischio di contaminazione. Solo successivamente è trapelata l'informazione dell'esplosione di un motore a radioisotopi sperimentale. Secondo quanto riportato dal The Moscow Times nel tessuto muscolare di uno dei 91 medici dell'ospedale sottoposti ai test sarebbero trovate tracce di Cesio-127, un radioisotopo relativo alla fissione nucleare dell'uranio-235. Come specificato dal Ministero della Salute russo, tuttavia, ciò non corrisponderebbe a realtà. Il personale dell'ospedale coinvolto è stato invitato a effettuare controlli specialistici a Mosca, dove i risultati sarebbero stati tutti negativi. Subito dopo l'incidente, agenti del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) russo avrebbero chiesto ai sanitari di firmare accordi di non divulgazione di quanto scoperto sull'incidente.