Anche per le terre emerse settentrionali, come la Groenlandia, lo scioglimento dei ghiacciai è tenuto sotto controllo
in foto: Anche per le terre emerse settentrionali, come la Groenlandia, lo scioglimento dei ghiacciai è tenuto sotto controllo

La Groenlandia sta vivendo un incubo a causa del riscaldamento globale, da un lato prende fuoco e dall’altro si sta sciogliendo, entrambi i fenomeni a livelli incontrollabili e i danni che stanno portando enormi, non solo per l’ecosistema dell’isola, ma anche per noi che siamo a molti chilometri di distanza: ecco perché.

La Groenlandia si scioglie sempre più velocemente. Le ultime settimane in Europa sono state caldissime e questo ha portato ad un’accelerazione preoccupante dello scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e una conseguente perdita massiccia del ghiaccio Artico. I dati degli esperti parlano di un incremento dello scioglimento quotidiano che ha toccato il record del 56,5% per il 2019 e non potrà che peggiorare visto che le temperature non accennano a scendere. Solo in un giorno, mercoledì 31 luglio, la Groenlandia ha perso 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio provocando una perdita  pari a 197 miliardi di tonnellate in tutto luglio 2019.

Le conseguenze dello scioglimento. I danni provocati dall’incessante scioglimento dei ghiacciai sono incalcolabili: è normale che il ghiaccio si sciolga d’estate, ma poi con il calo delle temperature l’acqua si congela nuovamente. Questo ciclo ad oggi non viene rispettato perché fa troppo caldo. La conseguenza è l’innalzamento del livello del mare: solo nel giugno 2019, lo scioglimento dei ghiacciai ha provocato un incremento del livello del mare tra 5 e 33 centimetri entro il 2100. Se tutta la Groenlandia dovesse sciogliersi, il mare si alzerebbe di 7,2 metri spazzando via intere città sul mare in tutto il mondo e modificando completamente la geografia per come la conosciamo oggi.

Incendi devastanti. Se lo scioglimento dei ghiaccia non dovesse essere sufficientemente devastante, a mettere a dura prova la Groenlandia sono anche gli incendi di queste ultime settimane che stanno colpendo anche la Siberia e l’Alaska. Una situazione disastrosa e incontrollabile provocata, ancora una volta, dal riscaldamento globale. In queste aree gli incendi boschivi non sono rari, ma l’incremento eccessivo delle temperature, unito al clima secco, ha portato ad un aumento esponenziale del fenomeno, con emissioni di anidride carbonica nell’aria pari a quello dell’intera Svezia in un anno.