Sono ormai settimane che l’Artico sta andando a fuoco, dalla Groenlandia alla Siberia, fino all’Alaska, enormi incendi devastanti stanno mettendo a dura prova i pompieri che non sanno più come domare le fiamme. Ma cosa sta succedendo? E quali saranno le conseguenze di questa catastrofe? Ecco cosa dobbiamo sapere sugli incendi che stanno colpendo l’Artico.

Normale, ma non troppo

Innanzitutto va detto che ogni anno l’Artico è colpito da incendi tra maggio ed ottobre, purtroppo però per questo 2019 la situazione è più grave del solito. Dall’inizio di giugno si calcola che gli incendi che stanno devastando il Circolo Polare Artico siano oltre 100. L’incremento delle temperature inusuale, mischiato al clima secco in questa parte dell’emisfero nord, ha fatto si che l’Artico prendesse fuoco. Le zone più colpite sono l’Alaska e la Siberia, dove il territorio devastato dalla fiamme è pari, in grandezza, a 100.000 campi da calcio. In Alberta, Canada, il dato sale a 300.000 campi da calcio.

Cambiamenti climatici e riscaldamento globale

La parte a nord del nostro Pianeta si sta riscaldando ad una velocità doppia rispetto al resto della Terra, nell’Artico dunque le temperature sono pericolosamente più alte della media e questo, combinato al clima secco, agevola moltissimo gli incendi. Le immagini dai satelliti non lasciano grossi dubbi sulla situazione attuale che, per i vigili del fuoco, sembra essere sempre più difficile da controllare. E la colpa di tutto questo sono i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale: la Terra non bruciava così da almeno 10.000 anni.

Le conseguenze sull’ambiente

Questi incendi hanno conseguenze molto importanti sull’ambiente, gli ecosistemi e sulla nostra stessa salute. Consideriamo infatti che gli incendi implicano un rilascio nell’atmosfera di anidride carbonica che, come già sappiamo, abbonda al punto da essere causa del riscaldamento globale. Solo a giugno, gli incendi hanno portato all’emissione di 50 megatonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera: pari alle emissioni annuali dell’intera Svezia. Stiamo parlando di una quantità che in un mese solo è stata pari a quella registrata da il 2010 e il 2018. Tutta questa anidride carbonica non fa che peggiorare la situazione attuale che sta portando ai cambiamenti climatici, proprio come un circolo vizioso. Quanto al nostro stato di salute, gli abitanti che vivono vicino alle zone colpite stanno respirando aria inquinata, le polveri sottili stanno raggiungendo i loro polmoni con conseguenze che possono andare dalle crisi respiratorie, alla sindrome da distrusse respiratorio, fino ad avvelenamento da ossido di carbonio e complicazioni.