Ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita (ILS) presso l'Università di Swansea (Galles) hanno sviluppato bende ‘intelligenti' in grado di monitorare lo stato delle ferite dei pazienti, un dispositivo biomedico all'avanguardia che nel Regno Unito potrebbe entrare nella fase clinica entro i prossimi dodici mesi. Le bende realizzate dal team del professor Marc Clement, presidente dell'istituto britannico, si basano sulla cosiddetta nanotecnologia, grazie a microscopici sensori infiltrati nei tessuti che possono seguire il percorso di guarigione delle ferite, senza la necessità di rimuovere la fasciatura.

Il bendaggio, infatti, attraverso un canale a banda larga 5G invia diversi dati direttamente al medico, che può conoscere non solo l'evoluzione della ferita, ma anche come essa risponde a determinate attività compiute dal paziente. “Conoscendo lo stato delle ferite in uno specifico momento e durante una specifica attività, il medico può calibrare il protocollo terapeutico in base al tipo di paziente e alla ferita stessa”, ha sottolineato con orgoglio il professor Marc Clement. Si tratta di un approccio completamente diverso dalle procedure standard, che si basano sulla rimozione delle bende, il controllo delle ferite e l'applicazione di una nuova fasciatura.

I primi esperimenti su dispositivi di questo genere furono presentati nel 2015 in un articolo su Nature chiamato “Impedance sensing device enables early detection of pressure ulcers in vivo”, tuttavia, nonostante i risultati incoraggianti ottenuti sui topi, non hanno prodotto alcun risultato commerciale. Le nuove bende progettate dall'ILS e ottenute con la stampa 3D hanno invece la ‘benedizione' del Welsh Wound Innovation Centre, un centro di eccellenza nella prevenzione e nel trattamento delle ferite, inoltre potrebbero essere incluse nel programma gallese ‘Arch' dedicato alla salute. Entro i prossimi 12 mesi i ricercatori sperano di perfezionare la precisione dei sensori, in attesa che siano pronte anche le infrastrutture per la velocissima banda larga 5G.