Una spedizione di ricercatori britannici partirà alla volta dell'Antartide per studiare un lago coperto da tre chilometri di ghiaccio.

Cosa si può celare nelle profondità di un lago? Questo è il grande interrogativo di un gruppo di ricercatori britannici: il lago in questione si chiama Ellsworth, si trova in Antartide ed è coperto da uno strato di ghiaccio spesso quasi tre chilometri; isolato dal resto del mondo probabilmente da circa un milione di anni, le sue acque sono liquide in virtù del calore geotermico. Un secolo è passato dalle avventurose spedizioni, una norvegese, l’altra  inglese, che conquistarono il Polo Sud come una mostra che apre i battenti il 16 ottobre 2011 a Genova ci ricorda. La scienza, dunque, prosegue nella sua esplorazione non ancora completa.

Una spedizione di ricercatori britannici muoverà alla volta dell'Antartide per esplorare un lago coperto da tre chilometri di ghiaccio.

La spedizione muoverà con l'obiettivo di bucare la calotta ghiacciata onde prelevare dei campioni dalle acque del lago: scopo è quello di rilevare, eventualmente, forme di vita mai osservate prima che potrebbero fornire dettagli e spiegazioni preziosissime sulle modalità secondo le quali la vita sulla Terra si sarebbe evoluta. Le operazioni di perforazione, che partiranno a dicembre dell'anno prossimo, saranno condotte in modo da non danneggiare un ambiente così, fortunatamente, puro ed incontaminato.

Contestualmente gli scienziati porteranno avanti anche degli studi sui mutamenti climatici in atto nel nostro pianeta, verificando che probabilità ci siano che la calotta si sciolga e quali sarebbero, eventualmente, i tempi previsti affinché questo avvenga. Sono 387 i laghi custoditi dal mantello ghiacciato in Antartide e nessuno prima d'ora è mai stato esplorato, tuttavia, attualmente, le più moderne tecnologie consentono finalmente di riuscire ad effettuare rilievi senza contaminare l'acqua: per questa ragione altre due spedizioni, una russa ed una americana, sono in fase di allestimento, l'una per il lago Vostok, l'altra per il lago Whillans.

«Ovunque guardiamo su questo pianeta troviamo la vita» sostiene David Pearce della British Antartic Survey, a capo della ricerca; a seconda del tempo durante il quale il lago è stato isolato, non ci sono numeri precisi, si tratta di un periodo che si ritiene compreso tra 125 000 ed un milione di anni fa, gli organismi che si potrebbero riscontrare al suo interno saranno differenti da quelli diffusi attualmente e ben noti agli studiosi. Non è escluso che potrebbe non trovarsi alcuna forma di vita, il che consentirebbe, comunque sia, di stabilire quali sono le condizioni minime all'interno delle quali questa si possa sviluppare: certamente, però, se qualcosa c'è sarà nuova e sconosciuta, su questo Pearce non ha dubbi. Probabilmente, un'altra meraviglia del nostro pianeta, che più abbiamo la fortuna di conoscere grazie alla scienza, più ci stupisce.  (fonte ANSA)