La tecnologia 3D trova un impiego sempre maggiore in medicina, laddove permette la riproduzione fedele degli organi dei pazienti che ne abbisognano. Una nuova tappa di questa tecnica applicata alla medicina è stata raggiunta in Olanda, allo University Medical Centre di Utrecht, dove è stata impiantata un'area molto estesa del cranio. La paziente soffriva infatti di una rara malattia che le procurava un ispessimento della calotta cranica e che causava una forte pressione sul cervello potenzialmente mortale. L'intervento era diventato dunque necessario, ma si è deciso di optare per la nuova tecnologia sia per l'estensione dell'area, sia per evitare reazioni di rigetto da parte dell'organismo. Una volta riprodotto il cranio in 3D, si è proceduto con un'operazione durata circa 23 ore e condotta dal dottor Bon Verweij.

Prima di questo intervento chirurgico le protesi in 3D erano già state impiegate per ricostruire il cranio, ma non era mai state realizzata una parte così estesa da comprendere quasi un intero emisfero cranico. La notizia è stata pubblicata di recente dall'Indipendent, ma l'intervento chirurgico è stato eseguito ben tre mesi fa. Prima di divulgare la notizia, infatti, si è deciso di attendere eventuali reazioni di rigetto dell'organismo. Un'attesa che, per fortuna, non ha visto giungere nessuna cattiva notizia. Il vantaggio di una tecnologia simile è stato sintetizzato dallo stesso medico che ha eseguito l'operazione, il dottor Bon Verweij, secondo il quale "non ci sono soltanto vantaggi dal punto di vista estetico, ma i pazienti riescono a recuperare in modo migliore rispetto ai metodi passati".