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Recente studio pubblicato su Environmental health perspectives dai ricercatori della George Washingotn University mette in guardia sul rischio alla salute che potrebbe comportare l’accumulo di ftalati nel corpo. Tra i pericoli ci sarebbe anche la femminizzazione degli uomini.

Gli ftalati sono composti chimici che potrebbero trovarsi nei materiali di imballaggio e confezionamento cibi, compresi quelli impiegati nei fast food. Tali sostanze quindi contaminerebbero anche i cibi processati. Lo studio in questione si basa su un campione di novemila consumatori americani.

Questa recente ricerca di per sé non voleva lanciare alcun allarme, cosa che invece è subito avvenuta quando è stata diffusa dai media, anche in grandi testate italiane. Non è la prima volta che succede. Gli ftalati sono una vecchia conoscenza. Sulla cosiddetta femminizzazione degli uomini non si va troppo nel dettaglio come l’ultima volta, quando nel 2013 in America erano stati trovati ftalati nei polli da batteria.  Salta così fuori che mangiare pollo in gravidanza avrebbe portato a bimbi dal pene piccolo.

Secondo l’American chemistry council il pericolo di avvelenamento – che viene subito collegato ai fast food – è una vera e propria leggenda urbana. In Europa la situazione è sotto controllo da decenni. Prima per gli imballaggi veniva usato il Pvc, mentre i contenitori alimentari di oggi sono in Pet. Del resto non ci risultano allarmi da parte degli enti europei competenti. Certamente i ricercatori hanno il doveroso compito di verificare continuamente i dati riguardo la tossicità delle sostanze, specialmente se coinvolgono giocattoli o cibi, non di meno occorre far attenzione a non fraintenderne i risultati, come è avvenuto non poco tempo fa con l’allarme della carne rossa cancerogena.

Stando allo studio in questione i livelli tossici degli ftalati nelle urine dei consumatori in esame risultano più elevati in quelli abituali dei fast food rispetto a chi non lo era; il primo gruppo costituiva in sostanza consumatori incalliti, che si recavano almeno una volta al giorno nei fast food. Al solito è la dose che fa il veleno, inoltre non si capisce in che modo questo studio dovrebbe dimostrare effetti collaterali come la femminizzazione degli uomini, definizione che ci sembra abbastanza vaga. E' vero che esistono studi precedenti che fanno pensare a possibili effetti ormonali, ma sono ancora molto controversi e interessano per lo più i roditori.

I risultati della ricerca, consegnati nel Settembre 2015 ed accettati nel Marzo 2016, riguardano un campionamento svolto tra il 2003 ed il 2010; accertano la presenza di ftalati ma non i loro possibili effetti. Bisognerebbe tener conto anche del fatto che gli ftalati non si trovano solo negli imballaggi alimentari dei fast food, seppur in quantità tenute sotto controllo. Questo non ci autorizza comunque a nutrirci solo in questo modo. I rischi alla salute legati ad una alimentazione sbilanciata sono già noti a prescindere dagli ftalati. Non abbiamo scuse.