Nel momento in cui stiamo scrivendo, sulla base del documento aggiornato “Draft landscape of COVID-19 candidate vaccines” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), vi sono in tutto ben 236 vaccini in sviluppo contro il coronavirus SARS-CoV-2. Fra essi, 173 si trovano in sperimentazione pre-clinica, vengono cioè ancora testati su modelli animali e cellule in provetta, mentre i restanti 63 sono già passati alla clinica, ovvero vengono somministrati ai volontari coinvolti negli studi clinici. Tra i numerosi centri di ricerca impegnati in questo sforzo globale per combattere la pandemia ve ne sono anche di italiani, come l'azienda di biotecnologie ReiThera SRL di Castel Romano. Lo scorso 5 gennaio, durante una conferenza stampa tenutasi all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma, sono stati presentati i risultati dello studio clinico di Fase 1 sul vaccino candidato in sviluppo presso la società, che sta collaborando con la tedesca LEUKOCARE AG e la belga Univercells SA. La preparazione, chiamata GRAd-COV2, si basa sulla tecnologia del vettore virale non replicante, nello specifico un adenonovirus di gorilla reso innocuo, e durante la prima fase della sperimentazione clinica ha dimostrato di innescare una risposa immunitaria significativa: oltre il 90 percento dei partecipanti ha infatti sviluppato anticorpi contro il patogeno. La preparazione è risultata anche sicura, non determinando alcuna reazioni severa. Per comprendere meglio le caratteristiche del GRAd-COV2 e sapere come proseguirà la ricerca abbiamo contattato l'azienda in provincia di Roma. Ecco le risposte del dottor Stefano Colloca, cofondatore e responsabile dello sviluppo tecnologico di ReiThera.

Dottor Colloca, la risposta immunitaria del vostro vaccino è stata definita “robusta” nei risultati dello studio di Fase 1; ritenete che l'efficienza, al termine dell'iter sperimentale, sarà paragonabile a quella dei vaccini già approvati in uso di emergenza?

Per poter fornire delle risposte adeguate in relazione ai livelli di efficacia è necessario attendere i risultati della Fase II e III. Ad ora, considerati i risultati di Fase I e gli studi dei vaccini attualmente approvati, siamo molto ottimisti in merito.

Dai risultati dello studio la reattogenicità del GRAd-COV2 risulta essere affine a quella di un comune vaccino antinfluenzale, mentre quella delle preparazioni anti COVID basate sull'RNA virale sembra maggiore (probabilmente a causa delle nanoparticelle lipidiche, secondo alcuni esperti). Cosa può dirci al riguardo?

Le reazioni all’inoculazione nei volontari sono state transitorie e di lieve e limitata intensità: arrossamenti nella zona dell’iniezione, qualche linea di febbre, un po’ di mal di testa, tutti sintomi spariti nel giro di poche ore, potenzialmente associati all’attivazione del sistema immunitario. Queste reazioni al vaccino basato su adenovirus ricombinanti sono in linea con quanto già osservato nel passato in studi clinici dedicati ad applicazioni diverse della stessa tecnologia.

Quando inizieranno la Fasi 2 e 3 della sperimentazione clinica? Quante persone saranno coinvolte? Verrà sperimentato solo in Italia o si faranno test anche altrove, come avvenuto per altri vaccini? 

Auspichiamo che la Fase II possa iniziare entro il primo trimestre del 2021, in modo che la Fase III sia lanciata nella prossima primavera. Nella Fase II saranno coinvolti circa 900 volontari, mentre la Fase III prevede la partecipazione di un numero più elevato di soggetti. È probabile che la maggior parte di questi proverrà da siti clinici italiani, ma non escludiamo di includere anche altri Paesi.

Vaccinerete anche i bambini?

Come noto lo studio clinico di fase 1 ha arruolato volontari di età dai 18 anni in su. Normalmente si passa alla fascia di età pediatrica dopo aver accumulato dati di sicurezza in un numero congruo di volontari adulti.

Secondo le prime informazioni l'iter sperimentale dovrebbe concludersi entro 6 mesi, e se tutto andrà come deve l'approvazione per l'uso di emergenza dovrebbe avvenire entro l'estate. Ci conferma queste tempistiche?

Il nostro obiettivo è terminare la Fase III entro la prossima estate e conseguentemente presentare i dati per l’approvazione all’AIFA e all’EMA.

Perché è sufficiente una singola dose del GRAd-COV2, mentre per altre preparazioni anti COVID ne usano due? Qual è il dosaggio che ha dato i maggiori benefici?

Fin dall’inizio, il GRAd-COV2 è stato progettato per essere un vaccino monodose, tuttavia, così come gli altri sviluppatori di vaccini anti-COVID, nel corso della Fase II valuteremo anche un regime a dose ripetuta.

Pensate sarà efficace anche contro le varianti emergenti del patogeno, ad esempio quelle inglese e sudafricana, che al momento preoccupano di più scienziati e istituzioni

In risposta al vaccino, il nostro corpo produce diversi tipo di anticorpi e in seguito a un’eventuale mutazione, alcuni potrebbero diventare inabili a riconoscere il virus, mentre altri ne sarebbero ancora in grado. Nel caso in cui la mutazione fosse tale da rendere inefficace il nostro vaccino, potremmo produrne uno adatto a stretto giro.

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