La scatola dopo il restauro. Credit: Denis Vinçon
in foto: La scatola dopo il restauro. Credit: Denis Vinçon

L’avevano ritrovata nel cimitero della chiesa di Saint Laurent, oggi museo archeologico di Grenoble: una scatoletta misurante quattro centimetri per lato che giaceva accanto ad uno dei 195 corpi sepolti durante il XVII secolo. Le sue condizioni di conservazione non erano delle migliori e così si era reso necessario un restauro: gli esperti del CREAM (Centre de Restoration et d’Etude Archaeologique Municipal) di Vienne, in Francia meridionale, hanno quindi trattato il reperto in modo da fermare l’ossidazione che stava mangiando il metallo.

Una "radiografia" in 3D

Attraverso il coperchio danneggiato, gli archeologi avevano intuito quale potesse essere il contenuto della scatola: tre elementi discoidali dei quali, però, era impossibile leggere le iscrizioni. L'operazione di apertura poteva essere rischiosa, esponendo alla possibilità di danneggiare definitivamente il reperto. Ma il leggero restauro effettuato ha consentito agli archeologi di indagare nei segreti della scatola senza aprirla grazie ad un sistema per micro-tomografia a raggi X ad alta risoluzione in luce di sincrotrone, effettuata presso i laboratori dell'ESFR di Grenoble.

La tecnica utilizzata può essere paragonata ai più potenti metodi diagnostici utilizzati in ambito medico. È in grado di produrre immagini tridimensionali ad elevata risoluzione degli oggetti interni in un modo del tutto sicuro e non distruttivo: Paul Tafforeau, a capo dell'esperimento, si è detto egli stesso stupito degli ottimi risultati ottenuti. Risultati che, senza dubbio, possono aprire a nuove possibilità nell'ambito degli studi archeologici.

Medaglie d'argilla

I ricercatori hanno così scoperto che quelle che pensavano fossero monete erano, in realtà, delle piccole medaglie di argilla; assieme ad esse ci sono anche due perle. Il blocco formato dai tre dischi, ormai uniti e in cattive condizioni, è stato virtualmente estratto dalla scatola ed esaminato attraverso tecniche che hanno consentito di rivelare una moltitudine di particolari. La medaglia centrale, quella più leggibile, reca su un lato un'immagine di Cristo in croce con due figure ai suoi piedi; dall'altro lato c'è la resurrezione, simbolizzata da una figura con una corona di spine, una gamba fuori dalla tomba ed uno stendardo nella mano destra.

Le due facciate della medaglia centrale, rappresentanti crocefissione e resurrezione di Gesù (Credit: Paul Tafforeau/ESRF)
in foto: Le due facciate della medaglia centrale, rappresentanti crocefissione e resurrezione di Gesù (Credit: Paul Tafforeau/ESRF)

Le altre due medaglie sono identiche tra loro e più danneggiate in diversi punti. Combinando le immagini ottenute dalle due è stato possibile ricostruire il contenuto delle illustrazioni e delle iscrizioni: da una parte, Gesù battezzato da San Giovanni con l'iscrizione Verbum caro, factum est ("E il Verbo si fece carne", dal vangelo di San Giovanni); dall'altra i Magi che portano i doni al bambino Gesù seduto nel grembo della Madonna, con un possibile Giuseppe alle spalle di Maria (solo ipotizzato, dato lo stato di degrado dell'oggetto) e l'iscrizione Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi ("Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo").

Un tesoro antropologico nel cuore di Grenoble

Nel cuore del distretto di Grenoble, la chiesa di Saint Laurent è stata oggetto di ricerche archeologiche durante l'ultimo ventennio: gli scavi hanno rivelato edifici come chiese e mausolei, oltre 1.500 tombe e più di 2000 oggetti che forniscono una testimonianza di quelle che furono la mentalità e le credenze dei francesi di questa zona a partire dal IV secolo (tanta è la sua antichità) e durante i secoli successivi. La scatoletta è solo una minima parte, dunque, di questo vasto ed affascinante tesoro antropologico: ma anch'essa, pur così piccola, avrebbe probabilmente una storia interessante da raccontarci.