Covid 19
30 Novembre 2021
14:08

Il Sudafrica rischia di non avere tamponi per la variante Omicron a causa del divieto di viaggio

Il divieto di viaggio imposto al Sudafrica per la variante Omicron è considerato un’ingiustizia dall’OMS, ma rischia anche di far esaurire i reagenti per rilevarla.
A cura di Andrea Centini
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

La nuova variante Omicron (B.1.1.529) del coronavirus SARS-CoV-2 è stata scoperta grazie al lavoro degli scienziati sudafricani del National Institute for Communicable Diseases, che hanno prontamente e correttamente avvisato l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la comunità internazionale del pericolo che essa rappresenta. Non è ancora chiaro quanto e se possa essere effettivamente più trasmissibile, aggressiva e in grado di eludere l'efficacia dei vaccini rispetto alle altre varianti, tuttavia a causa delle numerosissime mutazioni – ben 32 sulla sola proteina S o Spike – è finita subito sotto la lente di ingrandimento degli scienziati. Per provare ad arginarne la diffusione, numerosi Paesi – Italia compresa – hanno imposto un travel ban per il Sudafrica e altri Paesi dell'Africa meridionale, una decisione aspramente criticata dall'OMS che rischia addirittura di compromettere gli sforzi di Pretoria per il monitoraggio interno.

A lanciare l'allarme il professor Tulio de Oliveira, bioinformatico e genetista di fama internazionale che lavora in Sudafrica e studia le varianti del coronavirus SARS-CoV-2 sin dall'inizio della pandemia. Lo scienziato ha infatti sottolineato che il divieto di viaggio imposto al Sudafrica rischia di far esaurire rapidamente i reagenti utilizzati nei suoi laboratori per intercettare la variante Omicron dai campioni biologici (tamponi) estratti dai pazienti. De Oliveira è infatti direttore del KRISP (KwaZulu-Natal Research and Innovation Sequencing Platform), una rete di laboratori di sequenziamento genomico dell'Università di KwaZulu-Natal, tra le strutture di ricerca più avanzate di tutto il continente africano. In un cinguettio su Twitter ha specificato di aver trascorso un'intera giornata a parlare con aziende genomiche e biotecnologiche proprio a causa del rischio di rapido esaurimento dei suddetti composti chimici, così preziosi per il rilievo della variante e dunque la gestione della pandemia. In aperta polemica con i Paesi che hanno imposto il travel ban al Sudafrica, ha aggiunto che non accetterà aerei charter con i reagenti perché il divieto causa un danno enorme all'economia del Paese. “Esistono metodi più efficaci per evitare l'introduzione delle varianti (come test pre e post arrivo, vaccinazioni, autoisolamento o isolamento forzato) rispetto alla soppressione dei viaggi”, ha chiosato il bioinformatico.

In precedenza anche l'OMS aveva sottolineato l'ingiustizia del travel ban, imposto a un Paese che aveva appena fatto moltissimo per l'umanità intera. “Le restrizioni ai viaggi possono svolgere un ruolo nel ridurre leggermente la diffusione della COVID-19, ma mettono un pesante fardello sulle vite e sui mezzi di sussistenza”, ha dichiarato il direttore regionale dell'OMS per l'Africa Matshidiso Moeti. “Se le restrizioni vengono implementate, non dovrebbero essere inutilmente invasive e dovrebbero essere scientificamente fondate, secondo il Regolamento sanitario internazionale, che è uno strumento giuridicamente vincolante di diritto internazionale riconosciuto da oltre 190 nazioni”, ha aggiunto il dirigente dell'OMS. “La velocità e la trasparenza dei governi sudafricano e del Botswana nell'informare il mondo sulla nuova variante è da lodare. L'OMS sta con i paesi africani che hanno avuto il coraggio di condividere con coraggio informazioni preziose per la salute pubblica, aiutando proteggere il mondo dalla diffusione della COVID-19”, ha concluso Moeti.

In precedenza anche l'epidemiologa Katelyn Jetelina aveva sottolineato sul suo blog "Your Local Epidemiologist (YLE)" che il travel ban è solo una mossa politica, uno strumento usato dai governi per mostrare all'opinione pubblica che si sta facendo qualcosa. Ma non è supportato dall'evidenza scientifica e può fare parecchi danni, non solo alle economie, ma anche sociali, alimentando lo stigma nei confronti del Paese in cui la variante è stata scoperta e colpito dal provvedimento. All'inizio della pandemia, scrive la professoressa Jatelina, gli USA hanno imposto un travel ban alla Cina, ma il virus è arrivato comunque attraverso un ceppo europeo. La variante Omicron, nel frattempo, è stata già intercettata in diversi Paesi, compreso il nostro.

29556 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni