Non è un'abitudine molto mediterranea, ma laddove è stata condotta la ricerca il problema è particolarmente sentito. Il "Lancet Diabetes and Endocrinology", periodico specializzato, ha pubblicato la sintesi di una ricerca condotta da alcuni ricercatori inglesi sugli effetti del consumo dei succhi di frutta durante i pasti. Sebbene l'analisi si soffermi anche su alcune note bibite iper-caloriche, l'attenzione dei ricercatori si sofferma proprio su quei prodotti che, composti di frutta, godono presso le famiglie di una buona reputazione, in realtà ingiustificata.

Se 250 ml di Coca-Cola contengono 139 calorie, ricordano gli studiosi, la stessa quantità di succo di frutta contribuisce con 115 calorie. Un valore non troppo distante da quello della più nota bevanda al mondo, che, lungi dal dover far pensare che la Coca-Cola sia salutare, deve indurre a far pensare che non basta la presenza della frutta a rendere la il succo del tutto innocuo. Ragione per cui il Ministero della salute inglese ha chiesto al governo di cassare il succo di frutta dalla lista degli alimenti che possono contribuire ad assumere il fabbisogno settimanale di frutta. Il professor Tom Sanders, a capo del dipartimento di Scienze nutrizionali e diabete del King's College di Londra, ha osservato che

I genitori sono fuorviati dal fatto che queste bevande siano a base di frutta e credono che siano salutari. Però sbagliano: non è una buona idea dare ai bambini l'abitudine di bere bevande zuccherate come se fossero acqua. Dovrebbero averle solo come premio.

E' opportuno, conclude il professore, "smettere di portare i succhi di frutta a tavola". Al loro posto latte ed acqua, ma non solo in famiglia. "Introdurre il latte anche nei distributori automatici delle scuole", come suggerito dal professore, potrebbe contribuire a diffondere una bevanda sana e a scoraggiare l'uso di quelle zuccherine. Secondo una stima degli studiosi, infatti, un adolescente ha in media livelli di zucchero del 40% sopra il livello consigliato, mentre gli adulti si attestano su un più modesto, ma comunque pericoloso, 13%. L'eccesso di zuccheri è infatti alla base dell'obesità e comporta maggiori rischi di soffrire di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2.