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Questo sarà il nostro giorno più lungo, oltre che il primo della tanto agognata stagione estiva: il solstizio, in cui la nostra stella raggiungerà il punto di altezza massima possibile sull'orizzonte e di distanza dall'equatore. Impossibile non sentirsi invasi da un'energia nuova, in occasione di questi eventi astronomici che, da sempre, tutte le forme religiose e di culti più o meno popolari hanno investito di significati particolari, magici, esoterici e legati alla natura; un'energia che giunge anche dalla semplice constatazione che, finalmente, siamo sempre più vicini al tanto desiderato riposo, anche se talvolta troppo breve.

Nell'antichità, massima era l'attenzione a questo genere di fenomeni: i popoli grandi osservatori del cielo che tanto ci hanno lasciato in eredità e che per primi hanno sondato i misteri di quanto si muoveva sopra le nostre teste, guardavano a questo giorno come ad uno dei più importanti dell'anno. Il Sole legato strettamente all'elemento del fuoco è al centro di tutte le religioni dell'antichità ed è da sempre collegato a divinità buone o positive, dispensatore di vita e responsabile della rinascita nei cicli; i suoi sacerdoti ne erano anche dei grandi conoscitori e ben sapevano come carpire ogni singolo raggio al fine di poter godere dei suoi potenti influssi.

Al punto che non poche erano le costruzioni che venivano predisposte ad onorare solstizi ed equinozi con particolari giochi di luce: lo abbiamo visto con la recente scoperta all'interno del complesso di Villa Adriana, ma l'esempio più celebre in materia è certamente quello legato al magnifico sito neolitico di Stonehenge in Gran Bretagna, patrimonio dell'UNESCO e meta di pellegrinaggi da parte di semplici turisti, appassionati di archeologia e, soprattutto, cultori di religioni new age, della wicca, del neo celtismo. Gli imponenti megaliti del mastodontico complesso sono allineati con un significato particolare proprio ai punti di solstizio ed equinozio: in corrispondenza del 21 giugno il Sole sorge proprio sulla pietra centrale del viale di accesso, la heel stone. Questo ha fatto supporre a molti studiosi che il sito fosse, in realtà, una sorta di osservatorio astronomico, ma l'ipotesi è effettivamente ancora dibattuta: che fosse un calendario o un semplice tempio nel quale sacerdoti e gente comune migliaia di anni fa celebravano i propri riti e cercavano di accattivarsi le grazie del potente Sole, questo non potremo mai saperlo con certezza.

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Di certo, però, possiamo sapere cosa accade oggi a Stonehenge, già da diversi anni: in moltissimi e da tutto il mondo si recano nell'affascinante piana proprio in occasione del solstizio, per vedere quel primo raggio di sole che batte sulla pietra centrale. Misticismo, curiosità, fanatismo, semplice gioia di condividere un'esperienza: elementi che, tutti insieme, convergono ai piedi dei giganteschi megaliti, in un insieme di colori, suoni ed aspettative. Sì, perché in fondo, tutti cercano un sollievo ai propri mali ed un fugace momento di fuga dalle preoccupazioni: e come gli antichi sacerdoti si raccomandavano al sole per poter vedere rinvigorite le energie della Terra, affinché il raccolto non lasciasse affamata la popolazione, anche gli uomini moderni oggi, guardano alla grande Stella per farsi consolare o, più semplicemente, per farsi restituire l'energia che il duro inverno ha portato via. E se davvero ci fosse qualcosa che unisce gli antichi riti neolitici con quello che accade oggi negli stessi luoghi, dovremmo solo sorridere all'ineluttabilità del nostro destino di uomini: razionali e tecnologici, ma pur sempre sotto lo stesso cielo da migliaia di anni.