Non c'è una "formula magica" che, una volta scritta nel nostro DNA può assicurarci la longevità: queste le conclusioni di un lungo studio portato avanti per diversi anni dai ricercatori della University of California presso Los Angeles e della Stanford University. Il lavoro, i cui dettagli sono descritti in un articolo pubblicato da PLOS ONE, ha sequenziato il genoma di 17 "super-centenari", ossia di persone che avevano superato la soglia dei 110 anni d'età: l'età media dei partecipanti era 112, con il più anziano di 116 anni.

Alla ricerca dell'elisir di lunga vita

Gli studiosi cercavano nel DNA di questi anziani signori i geni chiave della loro estrema longevità: e invece sono rimasti delusi, dal momento che le loro indagini sono servite esclusivamente a dimostrare che non esiste una caratteristica genetica ricorrente che accomuni tutti i super-centenari. In realtà, nell'ambito di studi precedenti erano state già identificate diverse varianti di particolari geni che sembrerebbero associate ad una vita dalla durata particolarmente lunga, tra cui quella del fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF1R): ma si tratta di un lungo elenco di decine di variazioni che non risponde all'esigenza di trovare un vero "elisir di lunga vita".

Il quadro complesso della longevità

Eppure alcune ricerche, prime tra tutti quelle sui gemelli, aveano rilevato come una percentuale di componente genetica dovesse necessariamente esserci nella longevità, base fondamentale sulla quale poi si innestano i fondamentali fattori che rientrano nell'ampia sfera dello "stile di vita". Le conclusioni dei ricercatori californiani, quindi, evidenziano come molteplici sarebbero gli elementi coinvolti nella longevità, molti dei quali presumibilmente interdipendenti. La conferma è arrivata dal confronto del genoma dei 17 "vecchietti" con quello di 379 individui europei i cui dati sono stati raccolti ed archiviati nell'ambito del progetto 1000 Genomes Project: in particolare, l'attenzione si è concentrata sulle varianti geniche rare. Ebbene, i dati non hanno rivelato alcuna singola variante correlabile alla longevità estrema: anzi, in realtà, nel genoma di uno dei super-centenari era presente anche una mutazione patogenetica che predispone alla cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena, la principale causa di morte cardiaca improvvisa tra i giovani. Se un segreto della longevità esiste, insomma, per certo sappiamo soltanto di non conoscerlo ancora.