Secchioni si nasce o si diventa? Il buon rendimento scolastico è frutto delle circostanze ambientali e dei fattori sociali, oppure ha una radice nel patrimonio genetico di ciascuno?

I geni dei "secchioni"

Se è evidente che il livello di istruzione risulta profondamente influenzato dagli stimoli ricevuti dall'esterno, ciò non esclude del tutto che possa esserci una componente genetica coinvolta: o, almeno, così la pensavano gli autori di uno studio pubblicato da Nature che hanno scelto di indagare e far luce su questa possibilità. Il lavoro, che ha visto coinvolto anche il Cnr (Istituto di genetica molecolare Igm-Cnr di Pavia, Istituto di ricerca genetica e biomedica Irgb-Cnr di Sassari e di Cagliari), ha portato all'identificazione di 74 varianti genetiche indipendenti che sembrerebbero tutte correlate al grado di istruzione: tra queste, alcune interessano geni coinvolti nello sviluppo del cervello e legati ad alcuni disturbi neuropsichiatrici.

Grazie ad uno studio di associazione genome-wide, ossia finalizzato a determinare le variazioni tra gli individui, i ricercatori sono riusciti a confrontare i dati relativi a quasi 300.000 persone di origine europea e di età superiore ai trent'anni, espandendo il campione iniziale che era stato seguito dal Social Science Genetic Association Consortium e portandolo da 101.069 soggetti a ben 293.723: tra questi nuovi dati, trovano spazio anche quelli relativi a due indagini epidemiologiche condotte sulle popolazioni della Sardegna. I risultati, infine, sono stati replicati in un campione indipendente di 111.349 individui, portando così ad identificare 74 polimorfismi (Snp) ritenuti statisticamente significativi.

I caratteri genetici associati a un aumento del livello di istruzione sono correlati anche con un aumento delle prestazioni cognitive e del volume intracranico, con un aumento del rischio di disturbo bipolare e con una diminuzione del rischio di Alzheimer e di nevrosi. Gli Snp associati con il livello di istruzione, in gran parte, sono stati trovati in regioni genomiche che regolano il cervello del feto, in particolare nel tessuto neurale, soprattutto durante il periodo prenatale. – Ginevra Biino, Igm-Cnr

Ma è veramente tutta una questione di geni?

La scoperta, spiega la ricercatrice, è particolarmente interessante se si riflette sul fatto che potrebbe portare all'individuazione di fattori biologici coinvolti anche nel definire la personalità e le capacità cognitive importanti per le prestazioni scolastiche. Oltretutto, le possibilità di intervento per migliorare il rendimento degli alunni risulterebbero sicuramente aumentate da studi che vanno in questa direzione.

Ma non tutto può essere ridotto ad una mera questione di geni: lo studio, in buona sostanza, dimostrerebbe che i fattori genetici sarebbero coinvolti in minima parte. A pesare realmente sono un ambiente culturalmente stimolante, una situazione socio-economica serena, il sostegno della famiglia, l'ambiente di provenienza che attribuisce adeguata importanza all'istruzione. Insomma, si può partire anche lievemente favoriti ma, per lo più, saranno le circostanze e, soprattutto, le opportunità che vengono date allo studente a incidere sul suo rendimento.