Il 10 percento dei decessi per cancro ai polmoni, in Italia, è legato all'esposizione al gas radon, che rappresenta dunque la seconda causa scatenante della neoplasia dopo il vizio del fumo. I dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano in media circa 3.300 decessi ogni anno, sui circa 34mila provocati dal carcinoma polmonare. Una vera e propria strage “silenziosa” innescata da un nemico subdolo, inodore e incolore che si annida negli edifici pubblici e nelle nostre case. Ecco cosa c'è da sapere.

Il gas radon

Il radon o rado, caratterizzato dal simbolo Rn, è un gas nobile inerte e radioattivo prodotto dal decadimento del radio. In determinate concentrazioni è pericoloso per la salute umana poiché emette radiazioni ionizzanti di tipo alfa. Non a caso l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo include nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene, lo stesso in cui si trovano due “nemici pubblici numero uno” della nostra salute come il famigerato amianto e il fumo di sigaretta.

Dove si trova il radon

Il gas radon si trova praticamente ovunque, dal terreno alle falde acquifere, passando per le varie tipologie di rocce, in particolar modo quelle di origine vulcanica. Viene costantemente liberato e immesso nell'atmosfera, ma essendo molto diluito nell'aria, all'aperto non supera concentrazioni di pochi Becquerel per metro cubo (Bq/m3), che è l'unità di misura del Sistema Internazionale per il decadimento di un radionuclide. Poiché negli edifici c'è una temperatura più elevata che all'esterno, l'aria col radon viene portata all'interno, dove il gas può accumularsi facilmente se non c'è un corretto ricircolo. In alcune case possono essere registrati valori centinaia di volte superiori a quelli esterni, senza contare che una piccola parte del radon può essere rilasciato anche dai materiali da costruzione (più rischiosi quelli a base di rocce vulcaniche).

Tumore del polmone

Respiriamo costantemente il radon presente negli edifici (non a caso rappresenta la metà delle radiazioni cui siamo esposti durante la vita), e per ogni 100 Becquerel per metro cubo in più c'è un aumento del rischio di carcinoma polmonare del 16 percento. Secondo quando indicato dall'ISS, basta esporsi a una bassa concentrazione di radon (200 Bq/m3) per decenni per aumentare il rischio di sviluppare la neoplasia, che nei fumatori diventa ancor più significativo. In parole semplici, il radon penetra nel nostro apparato respiratorio e irradia le cellule dei bronchi causando danni al DNA. Quando il sistema di autoriparazione del DNA non riesce a contrastarli insorge il tumore.

Prevenzione

In Italia esiste il Piano Nazionale Radon (PNR) volto a ridurre il rischio di sviluppare il tumore al polmone associato all'esposizione del gas nobile. È possibile far verificare i livelli di radon all'interno della propria abitazione (e degli edifici frequentati abitualmente) con appositi strumenti dagli enti preposti, e attuare misure di bonifica laddove necessario.