Promettenti i primi esiti del trial clinico sugli esseri umani di un vaccino anti-ebola: il farmaco ha infatti dato luogo ad una risposta immunitaria e si è dimostrato sicuro prima sui volontari americani e poi su quelli ugandesi che si sono sottoposti alla sperimentazione. Che ci si trovi finalmente vicini al punto di svolta per l'epidemia di ebola che ha colpito duramente l'Africa Occidentale, in particolare Liberia, Sierra Leone e Guinea, portando alla morte di circa 7.000 persone in meno di un anno?

Contro il virus Ebola e il virus Marburg

Il medicinale è frutto di un lavoro che dura da parecchi anni (i volontari sono stati arruolati tra il 2009 e il 2010), portato avanti dai ricercatori del National Institutes of Health statunitense e che prevede la messa a punto non soltanto del vaccino contro il virus ebola della specie Zaire, responsabile dell'ultimo ciclo epidemico con una mortalità che arriva a sfiorare punte del 90%, ma anche del vaccino contro il virus Marburg, responsabile anch'esso di una febbre emorragica causa di elevata mortalità e diffuso in molte aree dell'Africa centrale. I risultati della fase sperimentale sui 108 uomini sembrano al momento incoraggianti, con il vaccino che appare ben tollerabile. La dottoressa Julie Ledgerwood, autore principale del paper pubblicato da The Lancet, ha spiegato che questo è il primo studio che testa efficacia e sicurezza di un vaccino anti-ebola su una popolazione africana. Ciò è particolarmente importante perché in alcuni casi di altre malattie è stata riscontrata una diminuzione della protezione del vaccino sugli africani; e poiché Marburg ed ebola colpiscono quasi esclusivamente i Paesi africani è fondamentale che i farmaci funzionino soprattutto per gli abitanti di quelle aree.

L'inizio di nuove fasi sperimentali?

Il vaccino anti-ebola si è dimostrato più efficace sugli uomini anziché sui primati non umani, in questa prima fase di sperimentazione sull'uomo che ha visto coinvolti prima dei cittadini statunitensi e poi 108 cittadini dell'Uganda in buona salute, di età compresa tra i 15 e i 50 anni. A ciascun volontario sono stati somministrati via iniezione, del tutto a caso, il vaccino contro l'ebola (30 persone), contro il Marburg (30 persone), entrambi i vaccini (30) o dei placebo (18); il tutto è avvenuto all'inizio dello studio e ancora dopo quattro ed otto settimane. Assunti separatamente o assieme, i vaccini si sono dimostrati sicuri e, per oltre la metà dei partecipanti, in grado di stimolare una risposta immunitaria sotto forma di anticorpi e linfociti T contro le proteine dei virus: adesso però saranno necessari ulteriori test per stabilire se tali anticorpi sono abbastanza forti e, soprattutto, se la loro capacità di resistenza al virus riesce a durare nel tempo.