Credit: Craig Foster
in foto: Credit: Craig Foster

Il più antico disegno realizzato da un Homo sapiens risale a 73mila anni fa e raffigura una serie di linee incrociate, tracciate con un pastello di ocra su un frammento di silcrete (una ‘roccia' composta da ghiaia e sabbia cementate da silice). La loro forma, curiosamente, ricorda vagamente quelle del cancelletto, il moderno simbolo dell'hashtag. Il prezioso frammento è stato scoperto dal ricercatore italiano Luca Pollarolo dell'Università del Witwatersrand nel sito preistorico di Blombos, a Cape Agulhas, una grotta sita a 300 chilometri da Città del Capo (Sud Africa). La sua esatta natura è stata determinata dopo approfondite analisi di laboratorio, che hanno fatto emergere nel dettaglio l'antichissimo disegno. Ha 30mila anni in più rispetto alle pitture rupestri considerate fino ad oggi le più antiche, rinvenute in Spagna, Francia e altrove.

Credit: Magnus Haaland
in foto: Credit: Magnus Haaland

Gli archeologi, guidati dal professor Christopher S. Henshilwood del SFF Centre for Early Sapiens Behaviour (SapienCE) dell'Università di Bergen, Norvegia, durante la spedizione hanno raccolto numerosi reperti dalla grotta, che abbraccia materiale di interesse scientifico proveniente da epoche molto distanti fra loro, da 100mila anni fa fino al XVIII secolo dopo Cristo. Dopo aver analizzato centinaia di pezzi di silcrete, l'interesse del dottor Pollarolo si è concentrato sul piccolo frammento di pochi centimetri (meno di 4), dove sono state individuate le linee. Poiché poco evidenti, gli archeologi non sapevano se si trattasse di disegni fatti a mano o causati da fenomeni naturali, così hanno deciso di sottoporre il materiale a numerosi esami. Microscopia elettronica e spettroscopia di Raman hanno dimostrato che quello era davvero un disegno fatto a mano da un nostro antenato. Molto probabilmente aveva anche una struttura più complessa di quella che vediamo, dato che la base del frammento risulta spezzata e le linee si interrompono bruscamente.

Credit: D’Errico/Henshilwood/Nature
in foto: Credit: D’Errico/Henshilwood/Nature

Le analisi più approfondite sono state coordinate da un altro ricercatore italiano, il secondo autore dello studio Francesco d'Errico, che lavora presso il laboratorio PACEA dell'Università di Bordeaux. Lo studioso ha condotto dei test per capire in che modo fosse stato creato, determinando che l'autore del disegno utilizzò un pastello d'ocra spesso tra 1 e 3 millimetri. La scoperta è rivoluzionaria poiché fino ad oggi si credeva che l'Homo sapiens avesse iniziato a dipingere solo dopo aver raggiunto l'Europa, circa 40mila anni fa, inoltre essa suggerisce che i nostri antenati già 73mila anni fa avevano sviluppato il pensiero astratto. Il disegno, del resto, è un simbolo, e come tale è strettamente associato a questo processo cognitivo. I dettagli sull'antichissimo disegno sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.