Che meditare facesse bene alla nostra anima era abbastanza ovvio. Che, attraverso il benessere spirituale, la meditazione concedesse anche una tranquillità interiore che si riflette sulla nostra salute è altrettanto evidente. Che esistesse una prova fisiologica del fatto che le pratiche di consapevolezza di sé facciano bene all'organismo, fino ad ora non era mai stato sostenuto da nessuno: ma un nuovo studio potrebbe cambiare drasticamente la nostra prospettiva sull'argomento. Un team di ricercatori canadesi, infatti, sarebbe riuscito a dimostrare che la meditazione o il coinvolgimento in un gruppo di sopporto ha un impatto molto positivo a livello cellulare nei soggetti sopravvissuti al tumore al seno.

La risposta è nei telomeri?

Gli studiosi dell'Alberta Health Services e del dipartimento di oncologia della University of Calgary avrebbero infatti osservato come i telomeri avessero mantenuto una lunghezza superiore in persone che, dopo aver sconfitto il cancro, avevano intrapreso percorsi di meditazione o erano entrate a far parte di gruppi di sostegno psicologico: negli individui che non avevano seguito alcuna di queste strade, invece, i telomeri risultavano accorciati. I telomeri, per intenderci, costituiscono la porzione terminale del cromosoma e sono coinvolti nel processo di duplicazione dei cromosomi con il ruolo fondamentale di evitare la perdita di informazioni: come spiegato dagli esperti, benché le loro proprietà nell'ambito della regolamentazione delle malattia non siano del tutto chiarite, in linea generale telomeri più corti sono associati a stati patologici, come l'invecchiamento cellulare, mentre telomeri più lunghi sono stati spesso indicati come fattori di longevità e protezione della salute. Lo studio è stato pubblicato attraverso un articolo della rivista Cancer, a prima firma della dottoressa Linda Carlson.

Sapevamo già che interventi psicosociali come la meditazione consapevole aiutano a sentirsi meglio mentalmente, ma ora per la prima volta abbiamo la prova del fatto che possono persino influenzare aspetti chiave della tua biologia. Ci siamo sorpresi nel vedere differenze nella lunghezza dei telomeri durante il periodo di tre mesi studiato. Ulteriori ricerche saranno indispensabili per quantificare meglio questi potenziali benefici per la salute, ma questa eccitante scoperta ci fornisce un coraggio nuovo. – Linda Carlson

I 46 cromosomi umani in blu, con i telomeri in evidenza in bianco
in foto: I 46 cromosomi umani in blu, con i telomeri in evidenza in bianco

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 88 persone che avevano sofferto di cancro al seno ed avevano portato a termine tutti i trattamenti terapeutici con esito positivo: le osservazioni sono durate tre mesi. L'età media delle partecipanti era 55 anni e la gran parte di essi aveva finito le cure due anni prima. Si è preferito scegliere soggetti che avevano esperito significativi livelli di stress emotivo in modo da verificare con maggiore immediatezza gli eventuali risultati; tutte sono state sottoposte a prelievo sanguigno, con tanto di analisi e misurazione della lunghezza dei telomeri.

Un primo gruppo (denominato Mindfulness-Based Cancer Recovery group) ha assistito ad otto sessioni settimanali della durata di 90 minuti ciascuna, nell'ambito delle quali ha appreso le tecniche di meditazione e concentrazione; le partecipanti hanno ricevuto istruzioni per svolgere gli esercizi psicofisici di Hatha yoga, disciplina le cui origini pare che si perdano nella notte dei tempi delle scuole tibetane ed indiane, con la richiesta di praticarli anche a casa per 45 minuti al giorno. L'obiettivo ultimo era quello di aiutare a "staccare" dal momento presente, allontanando la mente dal problema. Il secondo gruppo (Supportive Expressive Therapy group), ha partecipato a 12 incontri settimanali di 90 minuti ciascuno, nell'ambito dei quali le persone venivano incoraggiate a parlare apertamente dei loro sentimenti e delle loro preoccupazioni, con lo scopo di consolidare una seria percezione di mutuo supporto e guidare le donne nell'espressione di un'ampia gamma di sensazioni, positive e negative, anziché reprimerle. Il gruppo di controllo, invece, ha preso parte esclusivamente ad un seminario della lunghezza di sei ore sulle tecniche di riduzione dello stress. Il gruppo di destinazione delle 88 donne è stato scelto casualmente.

Conclusioni e speranze

Gli scienziati sono riusciti così a dimostrare come i primi due tipi di intervento avrebbero effetti sulla lunghezza dei telomeri, quanto meno nel breve termine, grazie anche al confronto con il gruppo di controllo: tuttavia è ancora troppo presto per comprendere se tale beneficio risulti durevole nel tempo. La speranza dei ricercatori è quella di comprendere se l'approccio psicosociale può aiutare a stare meglio anche al di là dei tre mesi durante i quali si è svolto lo studio: la mente ha ancora tanti segreti da svelarci e alcuni di questi potrebbero, evidentemente, farci capire quanto potere essa ha sul nostro corpo.