26 Agosto 2011
19:11

Il pianeta che si crede un diamante

Scoperta a 4000 anni luce da noi una stella che si è trasformata in un pianeta di diamante.
A cura di Nadia Vitali

Appena un mese fa l'Universo ci regalava la sensazionale scoperta della più grande riserva d'acqua esistente, oggi ci ha svelato un altro dei suoi affascinanti segreti: un pianeta le cui dimensioni sono di poco superiori a quelle di Giove, dunque all'incirca cinque volte quelle della Terra, costituito per la sua quasi totalità di un materiale della stessa natura dei nostri diamanti.

Anche questa volta, tuttavia, ci dovremo rassegnare alla distanza che intercorre tra noi e questo favoloso e immenso gioiello: 4000 anni luce ci separano, infatti, dall'oggetto del desiderio fino a ieri inimmaginabile, posto lungo la Via Lattea, nella costellazione del Serpente. Astronomi di varie nazionalità, tra cui Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, sono gli autori di questa significativa scoperta, il cui annuncio è stato dato dalla rivista Science.

Il preziosissimo pianeta ruota attorno ad una pulsar, stella di neutroni che emette radiazioni elettromagnetiche ad intervalli regolari, con il ritmo del millisecondo: ma non è sempre stato così. In principio due stelle piccole e compatte emettevano raggi X, ma una delle due si appropriava gradualmente di una parte considerevole dei gas che avvolgevano l'altra; nella pulsar, dunque, sarebbe stata travasata oltre il 99,9% della materia gassosa, che le ha conferito l'elevatissimo ritmo di rotazione attuale di 173 giri su se stessa al secondo.

L'altra stella, dunque, privata della sua parte gassosa, si è ritrovata con un corpo solido composto da carbonio ed ossigeno allo stato cristallino, la cui densità è venti volte superiore a quella di Giove; e con il quale ruota attorno alla sua pulsar, ad una distanza di 600 mila chilometri, compiendo un giro completo ogni 2 ore e 10 minuti. Anch'essa, come le tante meraviglie del cosmo, troppo lontana e troppo veloce per poter essere afferrata: ma che piacere che ci sia sempre qualcuno che si dedica a scrutare il cielo in cerca di risposte e, soprattutto, di nuovi interrogativi.

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