Attraverso un approfondito studio statistico, i ricercatori dell'Università del Vermont (Burlington) hanno trovato un'associazione tra il consumo del peperoncino piccante rosso e una riduzione del tasso di mortalità, che sarebbe del 13 percento inferiore rispetto a quello di soggetti che non ne consumano. L'indagine statistica ha coinvolto oltre 16 mila partecipanti con almeno 18 anni di età ed è basata sui dati raccolti dallo studio NHANES (National Health and Nutritional Examination Survey), un programma condotto per valutare il livello di salute e le abitudini alimentari dei cittadini americani e composto sia da questionari che da esami fisici.

peperoncino cover

Gli studiosi, coordinati dal professor Benjamin Littenberg, hanno analizzato dati relativi ad un arco temporale di 23 anni, e hanno tenuto in considerazione tantissime variabili, che abbracciavano non solo caratteristiche cliniche e abitudini personali dei partecipanti (come l'indice di massa corporeo o il vizio del fumo), ma anche fattori socio-economici come il livello d'istruzione, oltre che la razza, il sesso e l'età. Dall'estrapolazione dei dati, effettuata presso un data-center in Texas, è emerso che i principali consumatori di peperoncino rosso avevano anche maggiore probabilità di essere bianchi, giovani, fumatori, bevitori di alcol, poco istruiti e con basso reddito.

L'associazione tra il consumo di peperoncino rosso piccante e la riduzione del tasso di mortalità non è chiaro, spiegano i ricercatori, tuttavia un ruolo importante sarebbe giocato dalla capsaicina, una sostanza presente in questi vegetali e responsabile della loro piccantezza. Tra i principali benefici vi sarebbe il contrasto all'obesità attraverso l'azione sul catabolismo e la termogenesi, che a sua volta riduce il rischio di patologie cardiovascolari, metaboliche e respiratorie. I peperoncini sono noti anche per le proprietà antiinfiammatorie, antimicotiche e antiossidanti (grazie all'apporto di vitamina C), inoltre altri studi hanno determinato che la capsaicina potrebbe mediare effetti antitumorali. I dettagli del nuovo studio americano, che confermano quelli di una recente indagine cinese sulle spezie piccanti, sono stati pubblicati sulla rivista PloS One.

[Foto di Hans]